Pochi mesi fa tutto sembrava perduto per l’italiana Newron. Merck Serono le aveva restituito i diritti sull’anti Parkinson safinamide, lasciandola dinnanzi ai costi e alle incertezze dello sviluppo clinico da completare, e la svedese Biotie Therapies si era tirata indietro da un merger che sembrava cosa fatta.

Adesso, solo nove mesi dopo, tutto è cambiato. Lo scorso mese di aprile Newron ha siglato un accordo di collaborazione strategica e un contratto di licensing con Zambon farmaceutici per safinamide, un farmaco sperimentale studiato per la cura del Parkinson. Zambon investirà 20 milioni di euro per finanziare il completamento dello sviluppo clinico del farmaco e le domande per ottenere l'approvazione alla commercializzazione in Europa e negli Stati Uniti. Nel quadro dell'intesa, Zambon ha rilevato il 9,1% del capitale di Newron.

Forte di questa partnrship, adesso Newron ha siglato un accordo per l’acquisizione della società svedese NeuroNova AB in una transazione del valore di $19,3 milioni basata sullo scambio di azioni. Tale acquisizione porterebbe a Newron due potenziali prodotti che rappresentano dei fattori di crescita cerebrali, noti per ora con le sigle sNN0029 e sNN0031. Iniettati direttamente nei ventricoli cerebrali potrebbero stimolare le cellule staminali a proliferare e rappresenterebbe una potenziale cura per alcune malattie neurogenerative.

Inoltre, gli investitori di NeuroNova, il fondo HealthCap Holdings KB e Investor AB, potrebbe portare 16 milioni di investimenti, anche grazie a un finanziamento europeo. Per Newron, il sogno di una biotech europea focalizzata nelle malattie del sistema nervoso centrale si fa più vicino.