La biotech Verastem sottopone alla Fda anticancro snobbato da AbbVie

Dopo essere passato tra le mani di diverse aziende, il farmaco duvelisib, un inibitore delle chinasi PI3 (la stessa di idelalisib di Gilead) sviluppato per il trattamento di diversi tumori del sangue, è stato finalmente sottoposto alla FDA per l'approvazione nella leucemia linfatica cronica (CLL), linfoma a piccoli linfociti (SLL) e linfoma follicolare (FL).

Dopo essere passato tra le mani di diverse aziende, il farmaco duvelisib, un inibitore delle chinasi PI3 (la stessa di idelalisib di Gilead) sviluppato per il trattamento di diversi tumori del sangue, è stato finalmente sottoposto alla FDA per l’approvazione nella leucemia linfatica cronica (CLL), linfoma a piccoli linfociti (SLL) e linfoma follicolare (FL).

Duvelislib ha una storia da nomade, poichè è passato da Intellikline, dove era stato originariamente scoperto, a Infinity Pharmaceuticals nel 2010. Poi, nel 2014, AbbVie aveva pagato $ 275 mln in un accordo iniziale per lo sviluppo congiunto del farmaco, ma delusa dai risultati iniziali ha finito per abbandonarne lo sviluppo.

Nel novembre del 2016 Verastem, una biofarmaceutica di Boston specializzata in farmaci contro i tumori, ha ottenuto duvelislib grazie a un accordo di licenza in esclusiva con Infinity per lo sviluppo e la commercializzazione globale.

Il tutto per una modica cifra, rispetto a quelle iniziali, di $6 mln al raggiungimento del successo in Fase 3, $22 mln per approvazione della Fda, più eventuali royalties.

Lo scorso dicembre, Verastem ha presentato i dati di uno studio di Fase 3 alla Società Americana di Ematologia (ASH), in base ai quali il farmaco ha migliorato significativamente la sopravvivenza senza progressione della malattia rispetto a ofatumumab, la terapia standard per i pazienti con leucemia linfocitica cronica recidivante/refrattaria e nel linfoma a piccoli linfociti.

Duvelisib ha consentito una sopravvivenza media di 13,3 mesi contro i 9,9 mesi del controllo, di fatto una riduzione del 48% del rischio di progressione o morte, anche se non ha fatto meglio di ofatumumab nei dati di sopravvivenza globale.

Con questi risultati in mano, Verastem ha sottoposto il farmaco alla Fda, puntando a una approvazione per il trattamento dei casi di seconda linea.
«Duvelisib orale è il primo inibitore di PI3K a dimostrarsi efficace come monoterapia in uno studio randomizzato di Fase 3 in pazienti con CLL/SLL recidivante o refrattario», ha dichiarato Robert Forrester, CEO di Verastem. «La monoterapia con duvelisib ha anche dimostrato una significativa attività clinica in pazienti con linfoma follicolare doppiamente refrattario. Crediamo che duvelisib possa rappresentare un'alternativa terapeutica conveniente».

La società ha detto che si aspetta di avere notizie dalla Fda all'inizio del 2019.

Un inibitore delle PI3K
Duvelisib è un inibitore orale potente e selettivo delle fosfoinositide-3-kinasi (PI3K) gamma e delta, una famiglia di enzimi coinvolti nella proliferazione e differenziazione cellulare, con un potenziale significativo in campo ematologico e nel trattamento delle malattie infiammatorie.

Questa classe di composti, cui appartiene anche idelalisib farmaco già in commercio, agisce impedendo alle PI3K di trasdurre alcuni segnali dall’ambiente extracellulare a varie vie intracellulari coinvolte nella regolazione del ciclo cellulare, apoptosi, riparazione del DNA, senescenza, angiogenesi e metabolismo cellulare.

Agendo su tali enzimi e bloccandone gli effetti, duvelisib provoca la morte delle cellule tumorali, ritardando o interrompendo la progressione del tumore.

Verastem ha ottenuto la protezione brevettuale fino al 2030 e ha ricevuto la designazione di farmaco orfano nel linfoma follicolare (FL), leucemia linfocitica cronica (CLL) e linfoma a piccoli linfociti (SLL) negli USA e in Europa.

La Fda ha concesso la designazione fast track alla valutazione di duvelisib per il trattamento potenziale dei pazienti con CLL che hanno ricevuto almeno una terapia precedente, dei pazienti con FL che hanno ricevuto almeno due terapie precedenti e dei pazienti con linfomi non Hodgkin di derivazione dai linfociti T/NK periferici (PTCL) che hanno ricevuto almeno una terapia precedente.