La sud coreana Celltrion, società balzata agli onori della cronaca pochi mesi fa con l’approvazione europea del biosimilare di infliximab, sarebbe in vendita, almeno per una parte delle sue azioni.

In un documento aziendale ufficiale depositato per uso regolatorio, si legge che Seo Jung-jin - chairman dell’azienda coreana, fondatore della compagnia e suo più importante azionista- starebbe negoziando la cessione della sua quota di Celltrion pari a circa il 30%. Non si conosce ancora il nome della società in questione. Lo scorso aprile, Seo Jung Jin, aveva già dichiarato la volontà di cedere le sue azioni a una multinazionale farmaceutica. Era girata la voce che AstraZeneca fosse interessata all’affare.

Lo scorso mese di settembre, Celltrion ha ottenuto l’ok europeo per il biosimilare di infliximab per l’impiego nell’artrite reumatoide, spondilite anchilosante, colite ulcerosa pediatrica, psoriasi a placche e malattie infiammatorie croniche dell’intestino (Chron e colite ulcerosa). Il farmaco sarà messo in vendita da Celltrion con il marchio  Remsima e dal suo partner commerciale Hospira con il marchio Inflectra.

Si tratta del primo biosimilare di un anticorpo monoclonale mai approvato in Europa. Celltrion sta anche sviluppando i biosimilari di altri anticorpi monoclonali quali quelli di rituximab e trastuzumab.
E’ dunque una delle pochissime aziende al mondo in grado di competere in questo difficile settore.

Vendere i biosimilari, almeno per ora, non è però una strada in discesa. Il biosimilare di infliximab prodotto da Celltrion è già stato lanciato nella Corea del Sud, dove ha sede la Celltrion, ma le  vendite sono per ora molto contenute (200mila dollari). Per lo sviluppo del farmaco pare che Celltrion abbia investito oltre 270 milioni di dollari. Ecco perché già da qualche tempo erano girate voci di una possibile vendita, poi confermate dal numero uno di Celltrion.

La società occupa circa 800 persone e ha un valore di borsa vicino ai 4 miliardi di dollari. Sapremo presto chi intende sborsarne quasi $1,5 miliardi per potersi sedere al tavolo dei biosimilari in posizione di forza.