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La ristrutturazione di Teva comincia a dare i primi risultati, azioni in risalita e risultati in linea con gli obiettivi

Teva dà segnali di ripresa. Il rialzo azionario degli ultimni mesi sembra indicare che il massiccio piano di ristrutturazione presentato lo scorso novembre comincia a dare i primi frutti. Grazie anche alla tenuta di Copaxone (glatiramer acetato), il farmaco per la sclerosi multipla che sta affrontando una dura competizione. Per lo sviluppo, l'azienda punta gran parte delle aspettative sull'approvazione da parte della Fda del farmaco per l'emicrania fremanezumab, un cosiddetto anti CGRP.

Teva dà segnali di ripresa. Il rialzo azionario degli ultimni mesi sembra indicare che il massiccio piano di ristrutturazione presentato lo scorso novembre comincia a dare i primi frutti.
Grazie anche alla tenuta di Copaxone (glatiramer acetato), il farmaco per la sclerosi multipla che sta affrontando una dura competizione e che sta per scontrarsi con i generici a lunga durata d'azione. Teva ha sorpreso gli analisti e le loro preoccupazioni, riducendo il prezzo del farmaco e riuscendo a mantenere la quota di mercato.

Anche se i risultati finanziari del primo trimestre hanno registrato un calo del 10% delle entrate a $ 5,1 miliardi, Teva ha comunque superato le stime degli analisti di $ 4,8 mld. Gli utili per azione sono arrivati a $ 94 cent, molto di più dei previsti 67.

La società ha intrapreso un drastico piano di ristrutturazione a fine 2017, che -una volta completato- a livello mondiale porterà al taglio di 14mila posti di lavoro e alla chiusura di alcuni impianti di produzione, puntando a risparmiare sui costi $ 1,5 mld nel 2018 e $ 3 mld entro la fine del 2019. E secondo il suo CEO Kåre Schultz, l’azienda è sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo.
La concorrenza generica a Copaxone negli Stati Uniti ha portato a un calo di vendite del 40% in Nord America, ma le vendite mondiali sono state di $ 645 mln, circa 50 mln in più di quanto previsto dagli analisti. I competitors non hanno ancora eroso la parte sostanziale della quota di mercato di Teva, e Schultz è ottimista per il futuro.

L’azienda israeliana ritiene di poter mantenere la sua quota nonostante l'incombente concorrenza di Sandoz, che lo scorso febbraio ha ottenuto l'approvazione della Fda per Glatopa, una copia della versione a 40 mg, ad azione prolungata.

«Abbiamo circa l'85% del volume della formulazione a 40 mg e manteniamo un livello di accesso molto alto», ha affermato. Si è però reso necessario un compromesso: la concorrenza ha costretto Teva a ridurre i prezzi, ha spiegato Schultz. «A mio parere, naturalmente, vedremo qualche ulteriore pressione sui prezzi, con Sandoz che entra nel mercato, e probabilmente anche una pressione marginale sul volume per il resto dell'anno».

Molte aspettative per fremanezumab
Perché l’inversione di tendenza di Teva abbia successo, l’azienda deve continuare a innovare sul business dei farmaci proprietari. Quindi non sorprende che gran parte delle aspettative di crescita siano concentrate sull'approvazione da parte della Fda del farmaco per l’emicrania fremanezumab, un cosiddetto anti CGRP.
L’azienda si aspetta che Celltrion, il suo partner di produzione, risolva le obiezioni della Fda in tempo per l'approvazione e il lancio entro la fine dell'anno. Anche perché dovrà competere con aziende del calibro di Amgen, Eli Lilly e Allergan, che stanno lavorando su prodotti simili.

Schultz ha dichiarato che fremanezumab potrebbe essere uno dei tre prodotti della classe con maggior impatto sul mercato. Hanno tutti una efficacia simile, ma la società prevede di poter offrire il suo prodotto in una doppia versione, come iniezione mensile o trimestrale. «Nei nostri studi clinici, abbiamo dimostrato che la dose trimestrale ha esattamente la stessa efficacia di quella mensile. Quindi pensiamo che chiunque voglia un modo più conveniente di trattare la propria emicrania e ottenere lo stesso risultato clinico, sceglierà il fremanezumab», ha detto.

Ottimizzazione del portafoglio generico
Nel frattempo, Teva continua a lavorare per ottimizzare il suo portafoglio di farmaci generici. A detta di Schultz l’azienda sta valutando un adeguamento dei prezzi e la possibilità di disinvestire su alcuni prodotti a basso margine, in modo da concentrarsi sui nuovi lanci che hanno il potenziale per aumentare la redditività.
Negli Usa, le vendite trimestrali dei generici della compagnia sono diminuite del 23% rispetto al 2017 a $ 1,1 mld, portando le vendite a livello mondiale in calo del 6,5% a $ 2,6 mld.
Teva aveva previsto in precedenza $ 4 mld di vendite di generici negli Stati Uniti per l'intero anno e Schultz ha dichiarato che la società è sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo. «Riteniamo di avere un punto di partenza molto forte per stabilizzare e ampliare la redditività del nostro business dei negli Usa», ha affermato.
Sarà una risalita lunga, anche perché l’azienda deve ripagare l’enorme debito contratto per comprare i generici di Allergan, ma viste le premesse Teva ce la può fare.

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