La sfida della cronicità per il Sistema Sanitario Nazionale: nasce la Linea Embrace di Novartis

E' uno scenario complesso quello che il mondo della sanità si troverà ad affrontare nei prossimi anni, a partire dalla grande sfida della gestione del paziente cronico. Ad oggi, nel nostro Paese, sono 24 milioni i cittadini che presentano una patologia cronica, come rilevato dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane; di questi 12,5 milioni sono afflitti da multi-cronicità, per una spesa sanitaria che sfiora i 67 miliardi di euro.

Dimezzare i tempi di accesso al percorso di diagnosi e trattamento più appropriato per il paziente con malattie croniche, facilitarne l’individuazione da parte del medico di famiglia, favorire la collaborazione e l’integrazione tra ospedale e territorio assicurando la continuità assistenziale e migliorare la capacità di gestione della malattia.

Sono gli obiettivi che si è posta Novartis con la creazione di una nuova e inedita linea di consulenti che compongono il team degli Embrace Advisor, un gruppo di 80 giovani che faranno visita ai medici di medicina generale in tutta Italia. Ne abbiamo parlato con l’azienda all’incontro di presentazione alla stampa che si è svolto a Milano presso la Fondazione Feltrinelli.

Un nuovo concetto di rapporto tra medico e azienda farmaceutica, che va oltre la classica informazione di prodotto e che in primo luogo intende diffondere cultura scientifica sulle patologie croniche, supportando il medico con gli aggiornamenti scientifici più importanti e facilitando la creazione di un network con i centri specialistici di eccellenza.

E a beneficiarne, questo l’intento dichiarato dalla casa farmaceutica, sarà il paziente, che dovrebbe poter beneficiare di un più rapido e mirato accesso alle cure. «Novartis come azienda leader si deve anche occupare dell’evoluzione del sistema all’interno del quale cresce. Su questo specifico progetto abbiamo visto delle opportunità, in termini da un lato di ritardi di accesso alle cure esistenti per i pazienti, dall’altro di difficoltà del sistema ad accelerare questo percorso» ha spiegato ai nostri microfoni Pasquale Frega, Country President di Novartis Italia.

«E questo avviene perché i medici di famiglia sono ormai tagliati fuori dalla gestione della cronicità, mentre all’interno degli ospedali ci sono lunghissime liste di attesa. Con questo progetto abbiamo la volontà di incidere su questo aspetto e di far sì che i pazienti possano arrivare alla diagnosi in maniera più veloce, grazie a una presa in carico precoce con il supporto del medico di famiglia».



Per il medico di famiglia un ruolo centrale da recuperare

Negli ultimi anni i medici di famiglia sono stati progressivamente abbandonati dalle aziende farmaceutiche, complici la progressiva genericazione del mercato farmaceutico e le nuove tipologie di farmaci sviluppati dalla ricerca che si rivolgono prevalentemente agli specialisti. Un processo cominciato agli inizi degli anni ’90 con i primi anticorpi monoclonali e che si sta intensificando con le nuove terapie anticancro e per quelle contro le malattie infiammatorie e che si accentuerà con l’imminente arrivo di terapie geniche, mirate a patologie rare.

Ma i pazienti con patologie croniche non sono diminuiti, al contrario sono cresciuti insieme alla maggiore aspettativa di vita della popolazione. Secondo le ultime rilevazioni sono 24 milioni i cittadini che presentano una patologia cronica, la metà dei quali è afflitta da multi-cronicità, alla cui gestione sono destinate il 70% delle risorse sanitarie nazionali.

Per molte di queste patologie, in particolare l’emicrania, lo scompenso cardiaco, la psoriasi, l’asma grave, le spondiloartriti e l’orticaria sono disponibili farmaci innovativi e il nuovo progetto della multinazionale di Basilea, che ha in listino alcune di queste specialità, punta a migliorare il percorso di cura dei pazienti cronici, inteso come una riduzione dei tempi di diagnosi e di accesso al trattamento.

Un utile supporto per i pazienti

«Embrace è un gruppo di 80 giovani laureati in materie scientifiche che avranno il compito di visitare il medico di famiglia per informarlo in merito ad alcune patologie croniche. Quindi non si tratterà di informazione di prodotto ma di informazione di patologia. In questo modo aiuteranno anche il medico di famiglia a formulare una diagnosi più appropriata» ha detto Francesco Barbieri, Head of Embrace franchise di Novartis Italia.

«I pazienti che il medico di famiglia individuerà grazie a questo network saranno direttamente in contatto con lo specialista di riferimento, e verranno trattati con farmaci innovativi che vengono somministrati solo in ospedale o nei centri specialistici, per poi tornare a essere gestito dal medico di famiglia» ha aggiunto. «Quindi l’obiettivo finale è proprio quello di riuscire ad avere una gestione a 360 gradi del paziente, avere meno dispersione possibile evitando trattamenti magari non ottimali e quindi dimezzare i tempi sia di diagnosi che di accesso al trattamento».

Un nuovo tipo di rapporto azienda-medico di famiglia
«Questi giovani professionisti avranno come target principale il medico di famiglia, lo aiuteranno ogni giorno dal punto di vista della patologia scientifica e nello stesso tempo produrranno questo network con i centri di eccellenza», ha continuato Barbieri. «Saranno molto diretti nello spiegare i sintomi di queste patologie e faciliteranno l’individuazione del paziente con l’ausilio dei dati epidemiologici e di quelli relativi alle terapie in uso e ai loro risultati».

«Il collegamento con i centri avverrà tramite le persone di Novartis già presenti nei centri di eccellenza. Collaboreranno con gli Embrace Advisor che potranno così indirizzare correttamente i pazienti verso i centri specializzati nelle diverse patologie croniche. Non abbiamo ancora creato un software in grado di connettere queste due realtà, ma c’è l’idea di svilupparlo in futuro».

Chi sono gli advisor

Questa attività sarà affidata ad 80 giovani di età compresa tra i 24 e i 29 anni, Advisor di patologia selezionati tra 5.500 candidature da tutta Italia, che in un anno visiteranno circa 15.000 medici di medicina generale sul territorio italiano.  Sono laureati in farmacia, biologia e discipline scientifiche affini.



“Una partecipazione straordinaria – che abbiamo gestito avvalendoci di due leve: quella tecnologica – attraverso anche strumenti di gamification nel percorso di selezione – e quella umana – attraverso colloqui individuali e di gruppo su tutto il territorio nazionale. – racconta Davide Rivolta, Country & Pharma HR Head di Novartis Italia. “Dal punto di vista tecnico, oltre alla formazione scientifica dei candidati, abbiamo privilegiato soft skill quali il problem solving, l’intelligenza emotiva, la flessibilità e l’agilità di apprendimento, oltre alla conoscenza della lingua inglese, che rappresentano tratti fondamentali per il nuovo ruolo che stiamo costruendo.”