La top 10 dei farmaci più venduti nel 2025: il leader indiscusso sarà Keytruda

L'anticorpo monoclonale umano adalimumab (Humira, AbbVie) perderà a breve lo scettro di farmaco più venduto al mondo per via dell'aumento della concorrenza e del suo brevetto in scadenza anche negli Usa, mentre pembrolizumab (Keytruda, Merck) si appresta a diventarne il successore. Il passaggio del testimone della prestigiosa classifica tra i farmaci più venduti a livello mondiale è stata stilata dalla società Global Data e ha subito fatto il giro del mondo.

L’anticorpo monoclonale umano adalimumab (Humira, AbbVie) perderà a breve lo scettro di farmaco più venduto al mondo per via dell’aumento della concorrenza e del suo brevetto in scadenza anche negli Usa, mentre pembrolizumab (Keytruda, Merck) si appresta a diventarne il successore. Il passaggio del testimone della prestigiosa classifica tra i farmaci più venduti a livello mondiale è stata stilata dalla società Global Data e ha subito fatto il giro del mondo.

Adalimumab ha realizzato entrate per oltre 20 miliardi di dollari nel 2018, un risultato che l’ha reso il prodotto con il maggior fatturato a livello mondiale. Entro il 2023 avrà però perso la protezione brevettuale negli Stati Uniti (In Europa il brevetto è già scaduto) e le entrate cominceranno a diminuire sensibilmente, per effetto dell’azione dei suoi biosimilari. Ad esempio, a novembre 2018 la Fda statunitense ha approvato una versione biosimilare di Sandoz, che però non potrà essere lanciata negli Usa fino al 2023 a causa del protrarsi della validità di alcuni brevetti.

Nel frattempo, pembrolizumab, un anticorpo monoclonale diretto contro il PD-1, continua la sua marcia trionfale e sta ottenendo nuove approvazioni nella terapia del cancro.  Frank Clyburn, responsabile commerciale di Merck (MSD in Italia), ha dichiarato che «in breve tempo Keytruda è diventato un trattamento di base per molti tumori. Abbiamo studi in corso su 25 diversi tipi di cancro e il nostro farmaco sta cambiando il modo in cui i pazienti oncologici oggi vengono trattati».

Proprio la sua importante attività antitumorale è la ragione per cui si prevede che Keytruda genererà entrate per $22,5 miliardi entro il 2025, secondo l'analisi della società GlobalData. Lo scorso anno ha realizzato oltre $7 miliardi e, sulla base degli oltre $5 miliardi di ricavi della prima metà del 2019, potrebbe raggiungere $10 miliardi o più già entro la fine di quest'anno.

Keshalini Sabaratnam, analista farmaceutico di GlobalData, ne ha parlato come del più grande prodotto di Merck da quando è stato approvato dalla Fda nel 2015. «Ha ricevuto l'approvazione per oltre 20 indicazioni oncologiche negli Stati Uniti e continua ad espandersi in nuove indicazioni e mercati a livello globale».

Di fatto, pembrolizumab ha già ottenuto oltre 22 approvazioni dalla Fda attraverso 13 indicazioni, tra cui melanoma, carcinoma polmonare non a piccole cellule, carcinoma polmonare a piccole cellule, carcinoma della testa e del collo, linfoma di Hodgkin classico, linfoma primitivo a grandi cellule B mediastinico, carcinoma uroteliale, carcinoma ad alta instabilità dei microsatelliti (MSI-H), carcinoma gastrico, carcinoma esofageo, carcinoma cervicale, carcinoma epatocellulare, carcinoma a cellule di Merkel e carcinoma a cellule renali. Non solo, attualmente il farmaco è coinvolto in oltre 1000 studi clinici, che potrebbero aumentarne esponenzialmente le future approvazioni/indicazioni.

Al recente congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO) 2019 sono stati presentati i dati su pazienti con carcinoma mammario triplo negativo in fase iniziale, in combinazione con la chemioterapia. Gli analisti ritengono che verrà approvata anche questa indicazione e che con ogni probabilità il farmaco diventerà anche lo standard di cura anche in questo setting, atezolizumab permettendo.

Scopriamo la top ten
A seguire, GlobalData ha previsto che l’anticoagulante orale apixaban (Eliquis, commercializzato congiuntamente da Bristol-Myers Squibb e Pfizer) sarà il secondo farmaco più venduto, con vendite annuali di $18,7 miliardi entro il 2025. Nel 2018 ha generato entrate per $6,4 miliardi.

Un altro antitumorale, lenalidomide (Revlimid, commercializzato da Celgene e presto da BMS per via della fusione in corso) dovrebbe occupare il terzo posto, anche se le sue vendite globali subiranno la possibile concorrenza delle versioni generiche, che forse raggiungeranno il mercato statunitense nel 2022. Nel 2018, il farmaco ha realizzato ricavi per circa $10 miliardi.

Nivolumab (Opdivo, BMS), un inibitore del checkpoint immunitario rivale di pembrolizumab, nel 2018 ha portato a casa ricavi per $5,7 miliardi e ricopre il quarto posto della classifica stilata da GlobalData, mentre ibrutinib (Imbruvica, commercializzato da AbbVie e Janssen, a seconda dei Paesi) prenderà la quinta posizione, sempre secondo le previsioni della società di analisi di mercato

A completare la top 10 ci sono la tripletta anti-HIV a base di bictegravir + emtricitabina + tenofovir alafenamide (Biktarvy, Gilead), l’antitumorale palbociclib (Ibrance, Pfizer), ustekinumab (Stelara, J&J e Mistubishi Tanabe) e l’antidiabetico dulaglutide (Trulicity, Eli Lilly).