LEO Pharma avvia collaborazione per sviluppo di patidegib, farmaco topico per rari tumori cutanei

La danese LEO Pharma ha ottenuto un'opzione per acquisire la biotech californiana PellePharm specializzata nel settore dermatologico, dopo che le due aziende hanno recentemente annunciato un accordo per collaborare allo sviluppo e alla commercializzazione del farmaco sperimentale patidegib frutto della ricerca di PellePharm. La molecola, sotto forma di gel topico al 2%, ha mostrato risultati promettenti negli studi di fase II in pazienti con sindrome di Gorlin e carcinoma basocellulare sporadico.

La danese LEO Pharma ha ottenuto un'opzione per acquisire la biotech californiana PellePharm specializzata nel settore dermatologico, dopo che le due aziende hanno recentemente annunciato un accordo per collaborare allo sviluppo e alla commercializzazione del farmaco sperimentale patidegib frutto della ricerca di PellePharm. La molecola, sotto forma di gel topico al 2%, ha mostrato risultati promettenti negli studi di fase II in pazienti con sindrome di Gorlin e carcinoma basocellulare sporadico.

Nell'ambito dell'accordo, LEO Pharma metterà a disposizione $ 70 milioni in finanziamenti azionari e nella ricerca e sviluppo per supportare uno studio globale di fase III su patidegib per la prevenzione e il trattamento della sindrome di Gorlin, che dovrebbe prendere il via all'inizio del prossimo anno. La farmaceutica danese ha ottenuto anche un’opzione per acquisire tutte le azioni di PellePharm, che potrebbe arrivare a beneficiare di una ulteriore somma fino a $ 690 milioni, comprendenti i corrispettivi per la fusione e pagamenti al raggiungimento di traguardi normativi e commerciali.

Thorsten Thormann, vicepresidente della ricerca di LEO Pharma, ha osservato che l'accordo «segna il nostro ingresso nel settore delle malattie rare della pelle e rappresenta un'opportunità unica per sviluppare il primo trattamento per le persone che soffrono di una grave malattia della pelle per la quale al momento non ci sono terapie approvate».

Patidegib
Si tratta di un trattamento topico sperimentale studiato per ridurre il carico tumorale nei pazienti con sindrome di Gorlin e carcinomi basocellulari, con altre potenziali indicazioni.

I pazienti affetti da queste due patologie hanno una mutazione genetica nel gene soppressore del tumore che codifica per la proteina recettoriale Patched-1 (PTCH1), la cui funzione è inibire la via di segnalazione chiamata “hedgehog”, che consente un normale funzionamento cellulare. Una attivazione inappropriata del recettore a seguito di una mutazione porta a una proliferazione cellulare incontrollata responsabile dei tumori trovati in pazienti con sindrome di Gorlin e BCC.

Patidegib è stato sviluppato per disattivare questa via di segnalazione. Poiché le formulazioni orali per questo trattamento hanno in genere gravi effetti collaterali sistemici come perdita di capelli e gusto, oltre a crampi muscolari, che inducono molti pazienti a sospendere il trattamento, patidegib è formulato come gel topico per ridurre gli effetti collaterali grazie a una minima esposizione sistemica.

Patidegib efficace in uno studio di fase II
Uno studio proof-of-concept in doppio cieco, di fase II, condotto nel Regno Unito ha coinvolto 18 pazienti con sindrome di Gorlin e, nell’insieme, 68 carcinomi basocellulari sul viso eleggibili al trattamento chirurgico. I soggetti sono stati randomizzati a ricevere la terapia topica con patidegib in gel al 2% o 4% o il veicolo due volte al giorno su tutto il viso per 6 mesi.

Nel 25% dei carcinomi basocellulari nei due bracci di trattamento attivo è stata ottenuta una risposta completa, cioè la scomparsa clinica del tumore, a differenza di nessuna risposta completa nel gruppo di controllo.
I pazienti trattati con patidegib hanno sviluppato uno o più nuovi carcinomi basocellulari eleggibili al trattamento chirurgico dopo 2 settimane di studio a un tasso di 0,4 tumori per paziente, nettamente inferiore a quello di 1,4 tumori per paziente nei controlli.

Il restringimento del tumore era significativamente maggiore con patidegib al 2% rispetto alla concentrazione 4%. Lo stesso per l'aderenza al trattamento: i pazienti nel braccio del 2% di patidegib hanno perso in media solo 2 giorni di terapia nel corso di 6 mesi, contro i 50 nel braccio 4%.
Questa discrepanza è stata ritenuta un evento casuale che può verificarsi in uno studio così piccolo: 5 su 6 pazienti nel gruppo patidegib al 2% erano donne, mentre la maggior parte nel braccio 4% erano uomini, molto meno aderenti al trattamento, probabilmente perché meno abituati ad applicare quotidianamente un prodotto sul viso.

Informazioni sulla Sindrome di Gorlin
La Sindrome di Gorlin è una malattia genetica rara, caratterizzata da mutazioni ereditarie costituzionali in un allele del gene onco-soppressore codificante PATCHED1 (PTCH1), che agisce da inibitore primario del percorso di signaling hedgehog. Questa condizione porta alla formazione di carcinomi basocellulari multipli, spesso sul volto del paziente.

In assenza di farmaci approvati dalla FDA per la Sindrome di Gorlin, lo standard di cura è la chirurgia. Le persone affette da questa grave sindrome rischiano di doversi sottoporre fino a 30 interventi chirurgici l’anno, che possono essere deturpanti, per via dei molti esiti cicatriziali. Si stima che negli Stati Uniti circa 10.000 persone, o una su 31.000, siano affette dalla Sindrome di Gorlin. Questa patologia è nota anche con i nomi di Sindrome di Gorlin-Goltz, Sindrome del nevo basocellulare (BCNS) e Sindrome del carcinoma basocellulare nevoide (NBCCS).

Carcinoma basocellulare a elevata ricorrenza
Il BCC a elevata ricorrenza, come la Sindrome di Gorlin, è una malattia rara caratterizzata dallo sviluppo di un numero eccezionalmente elevato di BCC. Diversamente dai pazienti affetti dalla Sindrome di Gorlin, le persone con BCC a elevata ricorrenza non nascono con una mutazione PTCH1 della linea germinale e non soffrono delle altre manifestazioni sistemiche di questa malattia. Lo standard di cura per queste persone è la chirurgia.