Per Lilly il 2013 è stato un anno positivo. Per l’intero esercizio 2013, i ricavi complessivi a livello mondiale sono saliti del 2%, attestandosi a quota $23,113 miliardi. Questo risultato comprende un incremento del 5%, ascrivibile a prezzi più elevati, parzialmente annullato da un calo del 2%, dovuto all’impatto sfavorevole dei tassi di cambio, e a un calo dell’1% per una flessione dei volumi.

“I risultati di Lilly per il quarto trimestre 2013 riflettono l’impatto iniziale della scadenza del brevetto per Cymbalta negli Stati Uniti. La perdita del brevetto per Cymbalta, unitamente alla scadenza del brevetto statunitense per Evista a marzo di quest’anno, determinerà un netto calo dei proventi e degli utili nel 2014”, ha dichiarato John C. Lechleiter, Ph.D., chief executive officer e presidente del CdA di Lilly. “Tuttavia, invece di considerare il 2014 un anno difficile per Lilly, siamo pronti a sfruttare appieno ogni opportunità. Prevediamo, infatti, di lanciare numerosi nuovi farmaci quest’anno e di riportare l’azienda sulla via della crescita nel 2015 e oltre”.

Le spese operative complessive sono diminuite dell’1% nel 2013, mentre quelle di marketing, vendita e amministrative si sono attestate a $7,126 miliardi, segnando un calo del 5% ascrivibile principalmente a spese più contenute per marketing e vendite, in seguito agli sforzi profusi dalla società per contenere i costi, compresa la già annunciata riduzione delle attività di marketing e vendita negli USA, in vista della perdita di esclusività sui brevetti per Cymbalta ed Evista, nonché dell’impatto dei tassi di cambio. Le spese per ricerca e sviluppo sono salite del 5% a $5,531 miliardi, equivalenti al 23,9% dei ricavi totali, stante l’aumento delle spese di ricerca e sviluppo clinico, compresi circa $100 milioni di pagamenti condizionati a Boehringer Ingelheim per le richieste di approvazione di empagliflozin.

Nel 2013, il risultato operativo è salito del 13% rispetto al 2012, portandosi a $5,370 miliardi, a fronte di un ampliamento dei margini lordi e di una riduzione delle spese di marketing, vendita e amministrative, parzialmente controbilanciati da un incremento delle spese di ricerca e sviluppo.

Per l’intero esercizio 2013, il reddito netto e l’utile per azione sono aumentati, rispettivamente, del 15 e 18% a $4,685 miliardi e $4,32, a fronte di un reddito netto di $4,089 miliardi e di un utile per azione di $3,66 per l’intero esercizio 2012. Il rialzo registrato da reddito netto e utile per azione è ascrivibile a un risultato operativo maggiore e, in misura più contenuta, a un calo dell’aliquota fiscale effettiva, pur a fronte di una diminuzione di altri redditi. L’utile per azione ha beneficiato del minor numero di azioni in circolazione nel 2013.

Qui di seguito, sono riassunti gli eventi principali degli ultimi tre mesi.

-  L’esclusività sul brevetto per Cymbalta negli Stati Uniti è scaduta l’11 dicembre 2013, determinando l’ascesa di numerosi produttori concorrenti di farmaci generici.

-  Nell’ambito del già annunciato programma di riacquisto azionario, la società ha riacquistato circa $500 milioni di titoli durante il quarto trimestre 2013. Per l’intero esercizio 2013, la società ha versato agli azionisti approssimativamente $3,8 miliardi in liquidità sotto forma di dividendi e riacquisti azionari.

-  La società e il suo partner alleato, Boehringer Ingelheim, hanno annunciato che la U.S. Food and Drug Administration ha accettato la domanda di nuovo farmaco (New Drug Application) per LY2963016, un’insulina basale sperimentale (a lunga durata d’azione). La richiesta di approvazione della nuova insulina glargina è stata presentata anche in Giappone.
-  La società ha acquistato da Arteaus Therapeutics tutti i diritti di sviluppo e commercializzazione di un anticorpo per il peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP) come potenziale trattamento di prevenzione dell’emicrania ricorrente, dopo i successi ottenuti durante lo studio “proof of concept” di Fase II.

- La società ha sottoscritto un accordo di collaborazione con Pfizer Inc. per sviluppare e commercializzare congiuntamente tanezumab, un anticorpo monoclonale oggetto di studio per il trattamento di osteoartrosi cronica da moderata a grave, lombalgia e dolore osseo da causa oncologica.

-  La società ha annunciato che gli studi di Fase III su edivoxetine non hanno conseguito l’obiettivo primario del trial, ovvero risultati di efficacia superiore contro la depressione dopo otto settimane di trattamento. Sebbene la sicurezza e tollerabilità di edivoxetine siano coerenti con i precedenti studi, i risultati sull’efficacia non giustificano una richiesta di approvazione per un trattamento aggiuntivo in pazienti affetti da disturbo depressivo maggiore (MDD).