Eli Lilly and Co investirà oltre $ 700 milioni di dollari per aumentare la sua capacità di produzione di insulina a Puerto Rico, Francia, Cina e Stati Uniti. Lo ha reso noto l’azienda con un comunicato.

Da sempre, la terapia del diabete è la roccaforte della società, che nel 1923 fu la prima a introdurre una formulazione di insulina disponibile commercialmente. Negli ultimi tempi però l’azienda ha subito la crescente concorrenza di aziende tra cui la danese Novo Nordisk e la francese Sanofi che in anticipo rispetto a Lilly hanno messo in commercio le nuove insuline basali a lunga durata di azione.

Lilly investirà 350 milioni di dollari la Cina, che ha già la maggior parte dei diabetici a livello globale e in cui si prevede che il numero debba salire a 142,7 milioni nel 2035, dagli attuali 98,4 milioni.

Lilly ha anche detto che prevede di investire 120 milioni di dollari in Francia e altri 245 milioni dollari a Puerto Rico e Indianapolis per espandere la sua produzione di insulina e di device im grado di erogare l’insulina.

Quello in Cina è l’ultimo di una serie di investimenti fatti nel paese in area diabete, tra cui l’apertura di un nuovo centro di ricerca e sviluppo a Shanghai che è avvenuta l’anno scorso.

Anche in Italia, nell’area di Sesto Fiorentino, Lilly ha realizzato uno dei più grandi poli biotecnologici in Europa, l’unico nel nostro paese per la produzione di insuline da DNA ricombinante. L’impianto produce insulina italiana al 100% attraverso un intero ciclo produttivo, dalla formulazione al confezionamento, che è tra i più veloci a mondo.

Oltre ai significativi investimenti in termini di produzione, Lilly è fortemente impegnata anche nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche: al momento ha in pipeline 14 nuove molecole per la cura del diabete e delle sue complicanze, di cui tre sono in fase di revisione da parte degli enti regolatori e un’altra in fase III.

Anche Lilly ha in fase avanzata di sviluppo un’insulina di questo tipo (LY2605541, basal insulin peglispro che dovrà competere con l’insulina degludec di Novo  (disponibile in Europa) e con l’insulina gòargine di Sanofi, attualmente quella più venduta al mondo (in termini di fatturato).    

In più, Lilly sta sviluppando altri due farmaci antidiabetici, attualmente in fase III. Si tratta di empagliflozin (BI10773) un inibitore del recettore del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 ( SGLT-2 ) e dulaglutide  (LY2189265), un agonista ad azione prolungata del recettore del GLP-1, sviluppato quale terapia once a week.

Il diabete sta diventando sempre più una battaglia a livello globale di non facile soluzione tanto è vero che secondo i dati diffusi dall'International Diabetes Federation, il numero di persone stimato a vivere con la malattia quest'anno è salito a un nuovo record di 382 milioni.