In un'intervista rilasciata al Financial Times, l'amministratopre delegato di  Eli Lilly, John Lechleiter, ha dichiarato che l'azienda non è interessata ad alcun mega merger e in particolare a fondersi con Bristol-Myers Squibb come era stato ventilato nei giorni scorsi.
"Stiamo vendendo accordi che sono ispirati più dalòle debolezze che da forti sinergie strategiche- ha dichiarato Lechleiter al FT . Questi accordi hanno l'unico obiettivo di aumentare i problemi nel breve termine senza portare alcuna soluzione a quello che rimane il problema di fondo della produttività della ricerca."

Lilly, le cui dimensioni oramai rischiano di essere relativamente piccole rispetto ai giganti che si stanno formando, deve affrontare il problema della scadenza brevettuale di Zyprexa prevista nel 2011. Lilly dovrebbe essere un acquirente piuttosto che un venditore. Però l'azienda è orientata ad acquisizioni di società di medio livello e ad accordi di licensing piuttosto che ai megamerger di questi giorni.
Quello appena siglato con l'indiana Zydus Cadila focalizzato sulla ricerca cardiovascolare e per un controvalore massimo di  $300 milioni è un esempio della strategia che Lilly intende perseguire.
Ovviamente oggi nessuno può sapere quale sia la strada migliore da seguire, se megamerger, diversificazione oppure accordi su prodotti e target terapeutici. D'altronde, non per nulla, si chiama capitale di rischio.