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Lilly si rafforza nella diagnostica per l'Alzheimer

Eli Lilly ha acquistato da Siemens Medical Solutions Usa due traccianti sperimentali impiegati per la PET (tomografia a emissione di positroni) in grado di evidenziare i grovigli di proteina tau, detti anche grovigli neurofibrillari, indicatori tipici dell’Alzheimer.   

In base all’accordo, i cui termini economici non sono stati resi noti, Eli Lilly avrà la possibilità di commercializzare i due traccianti, che saranno sviluppati e validati da un team di esperti di Avid Radiophamaceuticals, società che fa parte di Lilly focalizzata sull’imaging molecolare. I termini finanziari dell’affare non sono stati resi noti.

La quantità e la posizione dei grovigli neurofibrillari nel cervello dei pazienti con Alzheimer sono correlate alla severità della malattia. Attualmente non esistono strumenti diagnostici in grado di evidenziare i grovigli di proteina tau nei pazienti ancora in vita e questo impedisce di valutare la progressione della malattia e l’efficacia dei farmaci che hanno come bersaglio la proteina tau patologica.

L’uso dei due traccianti, attualmente in fase I di sviluppo,  faciliterà l’identificazione dei pazienti a rischio di sviluppare la malattia e permetterà di monitorare la risposta alle terapie.

La malattia di Alzheimer (AD) costituisce la forma più comune di demenza nell’anziano, caratterizzata da una perdita progressiva della memoria e delle capacità cognitive, in grado di interferire con la qualità della vita e le normali attività quotidiane. Le lesioni istopatologiche specifiche della malattia sono le placche senili ed i grovigli neurofibrillari, costituite rispettivamente da depositi extracellulari del peptide beta-amiloide (Aβ) e da aggregati intracellulari di proteina tau iperfosforilata.

La formazione dei grovigli neurofibrillari all’interno dei neuroni blocca il trasporto di nutrienti e molecole essenziali alla cellula, e questo porta alla neurodegenerazione o alla perdita progressiva della struttura o della funzione dei neuroni. La formazione dei grovigli di proteina tau si verifica spesso dopo la formazione delle placche di beta amiloide e diversamente da queste ultime, si pensa rispecchi il declino cognitivo.

Gli scienziati ipotizzano che entrambi i processi siano necessari per lo sviluppo dell’Alzheimer: il deposito della beta amiloide innescherebbe il processo patologico, mentre i grovigli neuro fibrillari iniziano a formarsi in un momento successivo ma giocano un ruolo chiave nel processo di neurotossicità e morte dei neuroni.

Per questo motivo, Eli Lilly ha ideato un programma di ricerca e sviluppo per studiare i due processi patologici. L’acquisto dei due traccianti della proteina tau patologica contribuirà a migliorare i diversi approcci dell’azienda per trattare la malattia, con l’obiettivo di accelerare l’innovazione per i pazienti di tutto il mondo.

I due traccianti appena acquisiti da Siemens si abbineranno al florbetapir, un radiodiagnostico sempre di Lilly già approvato dall’Fda nel 2012 e in gradi di determinare i livelli di beta amiloide.
Lilly punta molto sulla  diagnostica e la terapia dell’Alzheimer. Attualmente, Lilly ha tre farmaci in sviluppo per questa patologia. Uno si trova in fase III (solanezumab) e altri due si trovano in fase II (LY2886721  un inibitore della ß secretasi) e in fase preclinica.



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