L'informazione medico scientifica in Italia: il digitale in forte crescita

Una fotografia dello stato dell'arte dell'informazione medico scientifica in Italia. E' quella ci arriva da IQVIA che ha messo a punto un questionario rivolto a un panel di circa 4.000 professionisti suddivisi tra Medici di Medicina Generale (27,2%), specialisti (63,7%) e farmacisti territoriali (9,1%).

Una fotografia dello stato dell’arte dell’informazione medico scientifica in Italia. E’ quella ci arriva da IQVIA che ha messo a punto un questionario rivolto a un panel di circa 4.000 professionisti suddivisi tra Medici di Medicina Generale (27,2%), specialisti (63,7%) e farmacisti territoriali (9,1%).

Il panel è stato composto in base a criteri intesi a renderlo, con buona approssimazione, rappresentativo della realtà italiana. Focus del questionario: indagare l’opinione dei professionisti su quelli che sono i canali d’informazione più utilizzati dalle aziende e quelli che essi ritengono più utili per la loro pratica clinica.

Dall’analisi delle risposte è emersa una buona crescita degli investimenti in promozione (+3%), trainata specialmente dalla commistione fra detailing tradizionale (3%) e investimenti nei canali digital: in particolare remote e automated detailing (+80%), ed e-mailing (+34%). Si conferma dunque il trend positivo, già avviato nel 2016, degli investimenti digital (+60%).

Dalla stessa indagine è emerso inoltre come i supporti informatici come laptop o tablet siano ormai parte degli strumenti delle forze vendita e che, sebbene utilizzati solo nell’8% degli incontri, siano efficaci quanto i mezzi cartacei.

Secondo la percezione dei MMG, le aziende farmaceutiche svolgono la loro attività d’informazione per lo più attraverso due dei quattro canali tradizionali: le visite dell’informatore medico-scientifico (98,3%) e i corsi ECM residenziali (40%). I contatti telefonici da parte degli informatori vengono riportati dal 29% dei MMG, i congressi nazionali dall’11,9%.

Nell’ambito dei canali digital, i MMG percepiscono come più utilizzate le newsletter (35,2%), le mail dell’informatore medico scientifico (33,1%) e la FAD/ ECM online (32,8%). Le app per smartphone o tablet (2,4%), i social media (1,6%) e i webinar (0,1%) risultano tuttora poco diffusi.

Anche i medici specialisti indicano la prevalenza di canali di contatto tradizionali, quali le visite dell’informatore medico scientifico (95,8%), i corsi residenziali ECM (33,4%) e i congressi nazionali (32,6%). Segue a una certa distanza il contatto telefonico dell’ISF (11,8%). Quattro sono i canali di contatto digitali che gli specialisti menzionano come più utilizzati: le newsletter di siti aziendali o di aziende farmaceutiche (30,1%), la FAD e i corsi ECM online (27,9%), le mail (26,8%) e le newsletter di società scientifiche o siti istituzionali (26,1%). Seguono i siti internet istituzionali (21,8%), i contatti personali con invito dell’informatore a collegarsi a un sito internet (19,1%) e i siti internet di aziende farmaceutiche (13,0%).

Anche tra gli specialisti le app per smartphone o tablet (5,6%), i webinar (3,6%) e i social media (2,5%) occupano gli ultimi posti tra i canali digitali, sebbene in percentuale assoluta siano leggermente più diffusi che tra i MMG.

Sulla base del confronto tra la domanda e l’offerta percepite di ciascun canale, è stata ricavata una visione “bidimensionale” relativa ai MMG e a tutti gli specialisti: per tutti loro emerge che la domanda relativa ai canali dalla valenza spiccatamente formativa (congressi, corsi ECM residenziali, FAD) non è pienamente soddisfatta.