Lotta alle infezioni, al via l'alleanza tra 3M e ospedalitÓ privata

Un corretto lavaggio delle mani, implementare un sistema di prevenzione lungo tutto il percorso assistenziale, partendo da una sicura e certificata sterilizzazione dello strumentario chirurgico. Un'ottima preparazione del campo operatorio e sistemi di barriera, riscaldamento del paziente durante un'operazione chirurgica, uso di medicazioni in grado di tenere sotto controllo eventuali infezioni dovute all'accesso venoso attraverso il catetere.

Un corretto lavaggio delle mani, implementare un sistema di prevenzione lungo tutto il percorso assistenziale, partendo da una sicura e certificata sterilizzazione dello strumentario chirurgico. Un’ottima preparazione del campo operatorio e sistemi di barriera, riscaldamento del paziente durante un’operazione chirurgica, uso di medicazioni in grado di tenere sotto controllo eventuali infezioni dovute all’accesso venoso attraverso il catetere.

Sono questi i principali accorgimenti da mettere in atto per la prevenzione delle infezioni ospedaliere, che ogni anno in Italia sono 530mila. In Italia si stimano circa 7.800 casi di decessi l’anno  per infezioni acquisite nei nosocomi, pari al doppio delle morti legate agli incidenti stradali.

Per migliorare questo stato di cose che pone il nostro Paese quale fanalino di coda in Europa, in occasione della 55esima Assemblea Generale AIOP, Associazione Italiana Ospedalità Privata, che si è svolta a Villa Erba, è stata presentata la collaborazione tra 3M e COPAG, il Consorzio della Ospedalità Privata per gli Acquisti e le Gestioni.

“Siamo orgogliosi di poter annunciare questa nuova collaborazione – spiega Alessandro Lofoco, responsabile area Medical Solutions 3M Italia – che nasce con l’obiettivo di offrire ai pazienti che accedono alle strutture ospedaliere private, soluzioni integrate in grado di migliorare la degenza lungo tutto il percorso di cura attraverso la costruzione di un vero e proprio sistema di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza. Grazie a COPAG, che rappresenta una vera e propria “centrale di acquisti nel panorama sanitario”, le strutture potranno avviare progetti specifici, contando su prodotti di altissima qualità con un elevato rapporto costi-benefici”.

“In un momento storico in cui le risorse sono sempre più limitate, poter offrire prodotti di qualità è l’unica logica vincente. Oggi, infatti, una corretta gestione dell’assistenza sanitaria non può guardare solo al singolo risparmio ma deve puntare sull’affidabilità e sull’efficienza - illustra Marco Miraglia attuale Presidente della Copag - L’Ospedalità privata riunita in AIOP e servita da COPAG, da sempre attenta al contenimento dei costi, è certamente il partner ideale per avviare il processo di trasformazione del sistema sanitario grazie ad una visione d’insieme che permette loro di capire che oggi bisogna andare oltre il prezzo d’acquisto e valutare il costo reale della cura!”

Tra gli obiettivi di questa alleanza, c’è quindi quello di contribuire alla lotta alle infezioni correlate all’assistenza, una lotta in cui 3M è protagonista attraverso la Campagna “Ospedale Senza Infezioni”, un’iniziativa nata per sensibilizzare i cittadini e diffondere un programma d’azione condiviso con gli operatori sanitari verso l’adozione di sempre più efficaci modelli di prevenzione.

Proprio sul tema della diffusione delle infezioni in ospedale non si può più rimandare un piano di azione. Come riportato nel rapporto redatto recentemente da ONU e OMS “No Time to Wait” relativo alle catastrofiche proiezioni derivanti dalla resistenza agli antibiotici non saremo più in grado di sconfiggere i batteri e nel 2050 si prevedono 10 milioni di decessi legati a questo fenomeno. Le resistenze si sviluppano da abuso di antibiotici assunti dall’uomo in casi non strettamente necessari, oppure indirettamente legati ad assunzione di cibi derivanti da allevamenti o coltivazioni in cui vengono usati antibiotici, o infine per curare le infezioni che si possono contrarre durante una degenza ospedaliera. Quest’ultimo dato in Italia conta 530.000 casi all’anno , come incidenza e numeri di cittadini coinvolti è il peggiore di tutta Europa.

Mediamente 1 paziente su 15 che entra in Ospedale per un percorso di cura ha una probabilità di acquisire un’infezione, le più diffuse sono polmoniti, infezioni vie urinarie, infezioni della ferita chirurgica e quelle legate a dispositivi invasivi come i cateteri vascolari. Rispetto all’ultima indagine di sorveglianza del 2013 si è notato un incremento dei casi dovuto all’aumento dei pazienti più “fragili”, con un’età superiore ai 65 anni, all’utilizzo di sistemi sempre più invasivi per l’organismo umano come cateteri o endoscopi che costituiscono veicoli di batteri, ma soprattutto alla scarsa adozione di strategie di prevenzione.

Ecco perché è più che mai necessario aumentare la consapevolezza dei cittadini e sensibilizzare gli operatori sanitari sul tema della prevenzione e dell’antibiotico resistenza, affinché il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020, a cura di Ministero della Salute, entri a far parte definitivamente dei programmi condivisi e applicati da Regioni e Ospedali. Corrette pratiche di prevenzione, che passano da rinnovati e adeguati protocolli, potrebbero ridurre del 20-30% questo “gap” nel percorso assistenziale , concorrendo a migliorare anche l’impatto economico sul Sistema Sanitario Nazionale, considerato che i costi di trattamento di una singola infezione pesano dai 5 ai 9 mila euro.