Pesante ristrutturazione in arrivo per Lundbeck che oggi ha annunciato di voler ridurre di 1000 unità la propria forza lavoro, pari al 17% dei circa 6mila occupati dell’azienda danese. Obiettivo un risparmio di costi fissi annui di $445 milioni a partire dal 2017. Alla notizia, le azioni della società sono salite dell’11%.

Il piano è stato messo a punto da Kaare Schultz, un manager proveniente da Novo Nordisk e da soli tre mesi il Chief Executive Officer di Lundbeck. L’azienda ha deciso di ristrutturare il proprio quartier generale e le operazione commerciali in Europa e altri mercati.

E’ infatti l’Europa la fonte principale dei problemi di Lundbeck perchè nei primi sei mesi del 2015 nel Vecchio continente i ricavi si sono ridotti del 35% a causa della genericazione del Cipralex (anti depressivo). Anche l‘anti Alzheiemer Ebixa ha perso il brevetto e le sue vendite sono in calo.

Per minimizzare i costi amministrativi l’azienda punta sul nuovo Business Service Center di Cracovia in Polonia aperto nel 2014. Qui verranno concentrate molte attività di staff che riguardano tutti i Paesi europei, analogamente a quanto fatto da oramai quasi tutte le grandi compagnie farmaceutiche  che hanno delocalizzato in Paesi a più ridotto costo del lavoro le attività non strettamente legate al business (amministrazione, gestione del personale ecc).

Lundbeck ha anche indicato che un certo numero di progetti di ricerca ancora in fase inziale verranno bloccati. La società ha aggiunto che intende concentrarsi sui seguenti prodotti: Abilify Maintena (aripiprazolo, terapia di mantenimento della schizofrenia in adulti), Brintellix (vortioxetina, episodi depressivi maggiori negli adulti), Northera (droxidopa ipotesione ortostatica di origine neurogena, Onfi (clobazam, crisi epilettiche dovute alla sindrome di Lennox-Gastaut) e Rexulti (brexpiprazolo, schizofrenia e depressione maggiore).

Lundbeck ha anche rivisto le proprie previsioni finanziarie per il 2015, con ricavi attesi nell’ordine di $2,1 miliardi e profitti per $74 milioni.

Un brutto modo per festeggiare i 100 anni di storia che ricorrono proprio quest’anno, essendo l’azienda stata fondata nel 1915.