Malattie infiammatorie intestinali, si lavora sul microbioma. Accordo tra Genentech e Microbiotica

Genentech, una società del gruppo Roche, e Microbiotica, biotech di Cambridge, nel Regno Unito, hanno firmato una collaborazione strategica pluriennale per scoprire, sviluppare e commercializzare biomarcatori, bersagli e farmaci per le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD).

Genentech, una società del gruppo Roche, e Microbiotica, biotech di Cambridge, nel Regno Unito, hanno firmato una collaborazione strategica pluriennale per scoprire, sviluppare e commercializzare biomarcatori, bersagli e farmaci per le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD).

Microbiotica è stata costituita 18 mesi fa grazie al finanziamento del Cambridge Innovation Capital e IP Group per trasformare in farmaci la ricerca all’avanguardia sul microbioma del Wellcome Trust Sanger Institute, nel laboratorio del dott. Trevor Lawley, responsabile scientifico di Microbiotica.

Nell'ambito dell'accordo, Microbiotica utilizzerà la sua piattaforma metagenomica di microbioma di precisione per analizzare i campioni provenienti dagli studi clinici di Genentech sui farmaci per le IBD. L'obiettivo è quello di identificare le firme biomarcatrici del microbioma della risposta ai farmaci, con la speranza di trovare nuovi bersagli farmacologici per le IBD e cercare di sviluppare prodotti batterici vivi con finalità terapeutiche.

Microbiotica riceverà un pagamento anticipato non rivelato e potrà beneficiare di vari pagamenti al raggiungimento di obiettivi prefissati e fino a un massimo di $534 mln, oltre che di royalties sulle vendite degli eventuali prodotti sviluppati. Genentech avrà la possibilità di concedere in licenza quanto risulterà dalla collaborazione.

«Questo accordo mette insieme la pipeline di farmaci sperimentali per le IBD di Genentech con la capacità microbiologica di livello mondiale di Microbiotica», ha dichiarato Mike Romanos, CEO di Microbiotica. «Siamo entusiasti dell'opportunità di lavorare con gli scienziati di Genentech per portare per la prima volta la metagenomica di precisione nell'arena clinica, permettendoci di sviluppare biomarcatori e farmaci a beneficio dei pazienti».

Collaborazione anche con Lodo Therapeutics
Lo studio di come alcuni ceppi batterici, differenti da quelli che normalmente vivono nell’organismo umano, influenzano i vari stati patologici è un'area relativamente nuova per lo sviluppo di farmaci e per la salute.

Microbiota e microbioma sono due termini spesso usati come sinonimi, ma non lo sono. Microbiota si riferisce a una popolazione di microrganismi che colonizza un determinato distretto. Il termine microbioma invece indica la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota, cioè i geni che quest’ultimo è in grado di esprimere.

All'inizio di maggio, Genentech ha firmato una collaborazione strategica per la scoperta di farmaci con la statunitense Lodo Therapeutics, un accordo che potrebbe potenzialmente valere più di 1 miliardo di dollari. Genentech utilizzerà la piattaforma di estrazione genomica e di assemblaggio di cluster biosintetici proprietaria di Lodo per identificare potenziali terapie contro obiettivi multipli correlati alla malattia. Anche in questo caso il pagamento anticipato non è noto e ci saranno pagamenti a raggiungimento obiettivi per Lodo fino a $ 969 mln ed eventuali royalties.

La piattaforma di Lodo identifica e produce prodotti naturali bioattivi direttamente dalle informazioni sulla sequenza del DNA microbico contenute nel terreno.

Questi due accordi indicano un forte interesse da parte di Genentech nello sviluppo di nuovi farmaci basati sui microbiomi. James Sabry, responsabile globale di Genentech Partnering, ha dichiarato «Riteniamo che il microbioma rappresenti un nuovo paradigma nella biomedicina, sia per la comprensione della risposta ai farmaci sia come una nuova modalità terapeutica. Abbiamo scelto di collaborare con Microbiotica per la sua scienza di alto livello qualitativo e non vediamo l'ora di lavorare insieme per sviluppare nuovi farmaci per le persone che soffrono di IBD».

Un’area di ricerca che si sta affermando
Genentech non è la sola a interessarsi a quest’area di ricerca. Lo scorso aprile la farmaceutica danese Ferring Pharmaceuticals ha acquisito l’azienda Rebiotix, con sede in Minnesota, ottenendo i diritti su diversi trattamenti sperimentale basati sul microbioma, incluso RBX2660, una terapia non antibiotica attualmente in Fase III per la prevenzione dell'infezione ricorrente da Clostridium difficile.

Nell'aprile 2017, Takeda ha firmato un accordo di collaborazione globale con Finch Therapeutics, con sede a Somerville, nel Massachusetts. Svilupperanno congiuntamente FIN-524, un prodotto bioterapeutico vivo costituito da ceppi batterici coltivati che sono stati associati a esiti clinici favorevoli nella ricerca di trapianti di microbiota nelle IBD.

E nell'aprile 2018, Synlogic, di Cambridge, Massachusetts, ha trattato il suo primo paziente in uno studio clinico di Fase Ib/IIa con SYNB1020, una terapia per l'iperammoniemia, una malattia metabolica caratterizzata da eccesso di ammoniaca nel sangue. SYNB1020 è un biotico sintetico, assunto per via orale. Può agire nell'intestino per compensare la via metabolica disfunzionale. L'approccio dell'azienda è di programmare i microbi presenti in natura utilizzando strumenti di biologia sintetica, sfruttando il microbioma ingegnerizzato per correggere le alterazioni metaboliche dell’organismo.