Malattie polmonari, accordo tra Insmed e AstraZeneca per inibitore orale di DPP1

La biotech americana Insmed ha annunciato di aver siglato un accordo di licenza con AstraZeneca per ottenere i diritti esclusivi a livello mondiale su AZD7986, un nuovo inibitore orale della dipeptidil-peptidasi I (DPP1, nota anche come catepsina C. Secondo i termini dell'accordo, Insmed verserà ad AstraZeneca un pagamento anticipato di 30 milioni di dollari. AstraZeneca sarà idonea a ricevere pagamenti futuri per un totale di 120 milioni di dollari nei prossimi traguardi clinici, regolatori e commerciali.

La biotech americana Insmed ha annunciato di aver siglato un accordo di licenza con AstraZeneca per ottenere i diritti esclusivi a livello mondiale su AZD7986, un nuovo inibitore orale della dipeptidil-peptidasi I (DPP1, nota anche come catepsina C.

DDP1 è un enzima che catalizza l’attivazione delle serina proteasi dei neutrofili (NSP), che svolgono un ruolo essenziale nelle malattie polmonari come la bronchiectasia non correlata alla fibrosi cistica (bronchiectasia non-CF).

Secondo i termini dell’accordo, Insmed verserà ad AstraZeneca un pagamento anticipato di 30 milioni di dollari. AstraZeneca sarà idonea a ricevere pagamenti futuri per un totale di 120 milioni di dollari nei prossimi traguardi clinici, regolatori e commerciali. AstraZeneca avrà inoltre diritto a ricevere compensi scaglionati che vanno da una singola cifra alta a 13-19. Inoltre, l’accordo garantisce ad AstraZeneca la possibilità di negoziare un accordo futuro con Insmed per la commercializzazione di AZD7986/INS1007 nella pneumopatia cronica ostruttiva o nell’asma.

Insmed ha rinominato il composto INS1007 e mira a ottenere un’indicazione iniziale di bronchiectasia non-CF, una pneumopatia rara e progressiva mediata dai neutrofili nella quale i bronchi assumono una conformazione permanentemente dilatata dovuta a infiammazione cronica e infezioni. I sintomi includono tosse cronica, eccessiva produzione di espettorato, respiro affannoso e ripetute infezioni respiratorie, che possono peggiorare la condizione sottostante. Si stima che la prevalenza globale di bronchiectasia non-CF superi i 2 milioni, dei quali almeno 110mila casi sono stati riscontrati negli Stati Uniti. Attualmente non esistono cure per la bronchiectasia non-CF.

La bronchiectasia aumenta la suscettibilità alla pneumopatia da micobatteri non tubercolari (NTM) e fino al 50% dei pazienti affetti da bronchiectasia può sviluppare anche un’infezione attiva da NTM. La pneumopatia da NTM è un’infezione rara e spesso cronica che è in grado di causare lesioni polmonari irreversibili e portare al decesso. Insmed sta attualmente portando avanti uno studio clinico globale di fase 3 sull’amikacina liposomiale per inalazione (LAI) nella pneumopatia da NTM. Insmed ha inoltre completato uno studio di fase 2 sulla LAI per il trattamento delle infezioni croniche da Pseudomonas aeruginosa nella bronchiectasia non-CF.

“Con questa transizione, abbiamo aggiunto una terapia altamente integrativa che si conforma perfettamente alla nostra consolidata esperienza nelle malattie polmonari rare” ha dichiarato Will Lewis, presidente e amministratore delegato di Insmed. “Dal momento che la pneumopatia da NTM e la bronchiectasia spesso coesistono, possiamo facilmente avvalerci dei nostri rapporti esistenti con medici esperti in tutto il mondo che con impazienza attendono nuove opzioni terapeutiche. Prevediamo sempre di completare l’arruolamento dei pazienti nel nostro studio di fase 3 con  LAI più avanti nel corso di quest’anno e di presentare i dati top line nel 2017. Auspichiamo che, una volta approvati, LAI e INS1007 ci consentiranno di apportare enormi vantaggi ai pazienti che convivono con la pneumopatia da NTM e la bronchiectasia, nonché ai medici presso i quali sono in cura.”

In uno studio di fase 1 condotto su volontari sani, AZD7986 è risultato ben tollerato e si è dimostrato in grado di inibire l’attività dell’elastasi NSP in maniera dose e concentrazione dipendente. In studi preclinici, è stato osservato che AZD7986 inibisce DDP1 e l’attivazione delle NSP all’interno dei neutrofili in via di maturazione in maniera efficace e reversibile. Insmed sta completando i suoi programmi inerenti a uno studio di fase 2 nella bronchiectasia non-CF. Lo studio dovrebbe iniziare nel 2017.

Informazioni su INS1007
INS1007 è un inibitore reversibile micromolecolare della dipeptidil-peptidasi I (DPP1), un enzima responsabile dell’attivazione delle serina proteasi neutrofile (NSP) che si verifica durante la formazione dei neutrofili nel midollo osseo. I neutrofili rappresentano il tipo di linfociti più comune e svolgono un ruolo essenziale nella distruzione dei patogeni e nel mediare i meccanismi infiammatori. I neutrofili contengono tre NSP (elastasi, proteinasi 3 e catepsina G neutrofile) coinvolte in diverse patologie infiammatorie.  Nelle pneumopatie infiammatorie croniche, i neutrofili si accumulano nelle vie aeree determinando un’attivazione eccessiva delle NSP, con conseguente distruzione e infiammazione polmonare. INS1007 è in grado di ridurre gli effetti dannosi delle malattie infiammatorie, come la bronchiectasia non correlata alla fibrosi cistica, inibendo DPP1 e la sua attivazione delle NSP.