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Menarini, punta all'estero ma baricentro resta in Italia. Fatturato in crescita a €3,46 mld

Nel 2016, il giro d'affari dell'azienda è risultato ancora in crescita. Lo scorso anno, infatti, il fatturato consolidato si è attestato a 3,46 miliardi di euro contro i 3,32 miliardi dell'anno precedente. Nel corso degli ultimi 20 anni l'azienda toscana è diventata una multinazionale presente in oltre 100 paesi in 70 dei quali con strutture proprie. Recentemente è entrata anche nel mercato Usa.

Internazionale. In crescita per fatturati e dipendenti. Impegnata nella ricerca. E’ una Menarini che non molti conoscono quella che è stata presentata a Firenze in occasione di un incontro con la stampa per fare il punto sulle strategie del gruppo.

Incominciamo dai numeri. Nel 2016, il giro d’affari dell’azienda è risultato ancora in crescita. Lo scorso anno, infatti, il fatturato consolidato si è attestato a 3,46 miliardi di euro contro i 3,32 miliardi dell’anno precedente.

L’azienda ha però escluso ipotesi di quotazioni in borsa. ”Preferiamo investire in azienda per la nostra ricerca”, ha detto il presidente Lucia Aleotti che ha fatto un bilancio degli ultimi anni insieme a Domenico Simone, componente del Consiglio di amministrazione.

Il gruppo conta ora 16.686 dipendenti. Nel 2016 ne sono stati assunti 500 di cui la metà in Italia. In tutto sono 15 gli stabilimenti produttivi nei quali lo scorso anno sono state prodotte 570 milioni di confezioni. Dal 2000 al 2016 il gruppo ha pagato stipendi per 10,2 miliardi e imposte per 2 miliardi. L’Italia rappresenta il 27% del fatturato globale, ma, come ha sottolineato Simone, ”è proprio in Italia che l’azienda versa il 61% del totale delle imposte”.

La Menarini meno nota è quella che sta andando alla conquista dei mercato internazionali. Europa in primis ma non solo, anche l’Estremo oriente e più recentemente gli Usa.

Incominciamo dall’ultima acquisizione in casa Menarini: nel 2016 è entrata a far parte del Gruppo l’americana CellSearch Ctc, leader nell’individuazione delle tecnologie tumorali che circolano in alcune neoplasie, con l’obiettivo di integrarla con un’altra tecnologia gia’ di proprieta’ dell’azienda, la DepAray. L’acquisizione include uno stabilimento produttivo e il CLIA Lab. di Huntingdon Valley, Philadelphia.
”Lo sbarco negli USA ha concluso Lucia Aleotti – è un sogno coltivato da molti anni, che serve a comprendere qual è’ la nostra visione del futuro”. 

Inoltre, nel 2016 infatti si è realizzata una joint venture, la VaxYnethic, a Rapolano vicino Siena, per lo studio di tecnologie innovative per la produzione di vaccini. Nasceranno nuove strutture scientifiche e
laboratori con l’assunzione di giovani ricercatori. A dicembre 2016 sono stati assunti 10
giovani laureati under 30, alcuni dei quali rientrati dall’estero.
”E’ la nostra ultima scommessa – ha riferito Aleotti – quella di un nuovo metodo di produzione dei vaccini. Sono procedure che necessitano di tempi lunghi. L’obiettivo e’ quello di poterli realizzare in futuro con piu’ immediatezza”. Con tempi che potrebbero, secondo le speranze dei ricercatori, ridursi di circa il 40%, garantendo l’arrivo sul mercato di maggiori quantitativi di vaccino in caso, ad esempio, di emergenze sanitarie.

Nel 2016 c’è stata anche l’acquisizione dello stabilimento chimico di Casaletto Lodigiano dal Gruppo Euticals, altrimenti destinato alla chiusura. L’obiettivo di Menarini è quello di portare in Italia la produzione di alcuni principi attivi farmaceutici.

la testa di ponte dell’espansione europea era stata creata nel 1992 con l’acquisizione della Berlin-Chemi, conglomerata chimico farmaceutica creata durante il regime della ex Germania dell’Est che Menarini ha saputo modernizzare e rilanciare tanto da farne un centro di eccellenza non solo produttiva ma anche di ricerca. Nel 2016, nel sito che ha poi preso il nome di Berlin Chemie-Menarini sono stati investiti 60 milioni di euro per creare 5 nuove strutture, alcune ex novo, altre ristrutturate, su una superficie totale di 14mila metri quadrati. Tra le novità, la mensa aziendale  e il reparto farmaceutico per lavoratori appartenenti alle categorie protette.

Continua a crescere anche l’impegno nella diagnostica: è stata infatti aperta una nuova sede operativa a Bologna della Menarini Silicon Biosystem, l’azienda che ha inventato la tecnologia DepAray, acquisita nel 2013, e che in tre anni ha quadruplicato i dipendenti. La tecnologia permette di isolare singole cellule tumorali rare presenti nel sangue, per una diagnosi avanzatissima dei tumori. Un impegno nell’area diagnostica che si era già’ rafforzata nel 2015 con la Menarini Biomarkers per la messa a punto di nuovi marker per la diagnosi prenatale senza amniocentesi e nell’ambito dei tumori rari.

Nel 2011 era invece iniziata l’espansione nei mercati Asiatici e nell’area del Pacifico con l’acquisizione di Invida Group, oggi Menarini Asia Pacific, il cui quartier generale è a Singapore, con una presenza in 13 Paesi tra cui Cina, India, Indonesia, Australia e Filippine. Sono oltre 3mila i dipendenti di Menarini Asia Pacific con un fatturato passato dai 220 milioni di Euro del 2011 ai 320 del 2016.


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