Presunta evasione fiscale e ipotizzata importazione illecita di principi attivi: sono le ipotesi di reato che nei giorni scorsi hanno fatto scattare le perquisizioni da parte dei Nas in diverse sedi italiane del gruppo farmaceutico Menarini nell'ambito di un'inchiesta della procura di Firenze.
La procura contesterebbe alla Menarini l'importazione illecita di principi attivi anche dalla Cina, grazie a triangolazioni con Paesi off shore. Questo, secondo gli investigatori, avrebbe anche comportato un'evasione fiscale di diversi milioni di euro, oltre all'elusione dei diritti di brevetto farmaceutico. I principi attivi importati non sarebbero comunque dannosi per la salute. Gli indagati sarebbero nove, fra cui i vertici della Menarini.

Nei giorni scorsi i carabinieri del Nas di Firenze, in collaborazione con personale dell'Agenzia delle entrate, hanno perquisito le abitazioni degli indagati e le sedi della società in diverse città, fra cui Firenze, Livorno, Pisa, Roma, L'Aquila, Milano e Lecco.

In una nota, il Gruppo Menarini ha respinto nella maniera più decisa e categorica qualsiasi illazione in merito a una presunta importazione illegale di principi attivi dalla Cina e alla violazione di qualunque diritto di brevetto. Da sempre,  prosegue la nota, l'azienda è paladina della necessità di brevetti forti a tutela dell'attività di Ricerca e Sviluppo di nuovi farmaci.