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Mercato dei farmaci in crescita: in Italia 1°semestre 2015 chiude a 11,7 mld. +8% rispetto al 2014

Anche i risultati del secondo trimestre 2015 del mercato farmaceutico confermano l’andamento positivo del settore: il primo semestre si conclude con fatturato  pari a 11,7 miliardi di euro e con una crescita a del +8% a valore rispetto allo stesso periodo del 2014.

Questi sono i dati (calcolati sul realizzo industria e al prezzo massimo di cessione per il settore ospedaliero) diffusi da IMS Health Italia, società leader a livello mondiale nell’offerta di servizi informativi e di soluzioni tecnologiche dedicate al mercato farmaceutico e della sanità.

Il trend riguarda i farmaci registrati e conferma che a trainare il mercato è il comparto dei prodotti ad alta specializzazione consumati prevalentemente in ambito ospedaliero e/o erogati attraverso la distribuzione per nome e per conto a seguito di una ricetta specialistica.

Questi due canali (distribuzione non retail) rappresentano ormai il  51% del mercato in valori e, nel primo semestre 2015, aumentano complessivamente del 15%  generando circa 770 milioni di euro di crescita grazie ai prodotti antivirali lanciati negli ultimi dodici mesi. La classe degli antivirali ha infatti avuto una crescita esponenziale a seguito del lancio dei nuovi prodotti per la cura della epatite C a fine 2014 (+244% nel secondo trimestre 2015).

I farmaci etici (medicinali con obbligo di ricetta) distribuiti in farmacia mantengono il livello a valori pur subendo un rallentamento rispetto ai primi tre mesi dell’anno che erano stati sostenuti dalla stagionalità delle malattie da raffreddamento. I consumi restano comunque in positivo (+1%) specie per le specialità medicinali rimborsate dal SSN.

 “L’evoluzione dei primi due trimestri del 2015  sta facendo registrare un incremento importante dei tassi di crescita legati allo sviluppo dell’innovazione”. Dichiara Sergio Liberatore, General Manager IMS Health Italia. “Quest’ondata di nuovi farmaci, dopo alcuni anni di stagnazione della ricerca, avrà impatto nell’immediato futuro e metterà sotto pressione il sistema di finanziamento della spesa farmaceutica”

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