Una nuova analisi di Frost & Sullivan intitolata “Analysis of the European Hepatitis B and C Diagnostics Market”, stima che le entrate collegate ai test diagnostici per l’epatite B cresceranno dai 165,9 milioni di dollari registrati nel 2012 fino a 260,2 milioni di dollari nel 2019, e che il mercato dei test diagnostici per l’epatite C crescerà dai 3140,8 milioni di dollari registrati nel 2012 fino a 4940,9 milioni di dollari nel 2019, rispettivamente.

In tempi recenti, la diffusione dell’epatite C è aumentata nei gruppi di popolazione ad alto rischio, tra cui gli immigrati provenienti da zone dove queste malattie sono endemiche, le persone che si iniettano droghe (IDU) ed i pazienti coinfettati da HIV.

“Complessivamente, si stima che l’incidenza dell’epatite C tra i soggetti IDU in Europa sia del 96%, - osserva K. Srinivas Sashidhar, analista di Frost & Sullivan. - Si ritiene che un terzo delle persone che convivono con l’HIV o l’AIDS in Europa siano anche affette da epatite C. Il costante aumento di questa popolazione darà slancio alla domanda di test per l’epatite C, guidando la crescita del mercato”.

Per contro, il tasso di incidenza dell’epatite B è notevolmente diminuito poiché gran parte dei paesi europei hanno adottato dei programmi di vaccinazione universale contro questa malattia.

La ricerca riguarda le tendenze chiave nell’ambito dei test diagnostici per l’epatite B e l’epatite C e i segmenti della diagnostica e dell’immunodiagnostica per mezzo di test dell’acido nucleico (NAT).

Anche i brevi tempi di risposta e la semplicità d’uso dei test rapidi per l’epatite nei laboratori e nei point-of-care rafforzano le prospettive del mercato.

“I test rapidi sono compatibili e facili da usare poiché non richiedono strumentazione costosa o personale qualificato per essere effettuati, - spiega Sashidhar. - Producono risultati entro un’ora, mostrano una specificità superiore al 99% e la loro sensibilità va dall’86% al 99%.”

Tuttavia, i costi elevati sostenuti dai laboratori nello svolgimento di routine di test NAT influiscono sulle entrate del mercato. Se da una parte i test NAT sono considerati efficaci, è probabile che la necessità di personale qualificato, apparecchiature e reagenti costosi e disponibilità di campioni di plasma e siero freschi spingeranno i laboratori a preferire i test immunosierologici.

“Pertanto, la ristrutturazione delle strategie di marketing per i test NAT mirate a renderli più convenienti per l’utilizzo nei test di routine, insieme alla promozione continua dei programmi di screening per l’epatite, sono di importanza critica, - avverte Sashidhar. - Un altro requisito importante è rivolgersi ai gruppi di popolazione ad alto rischio e sviluppare test diagnostici efficaci che distinguano chiaramente tra casi di epatite acuta e di epatite cronica”.