Nei prossimi 4 anni il mercato farmaceutico a livello globale dovrebbe crescere di circa 300 miliardi di dollari, toccando quota 1.100 miliardi nel 2014. Lo affermano le stime di Ims Health, la società americana specializzata in ricerche di mercato e nella fornitura di dati e servizi in ambito medico e farmaceutico, che prevede per questo periodo una crescita annuale del 5-8%. Questo valore, da un lato riflette la perdita della copertura brevettale per alcuni prodotti di punta nei Paesi sviluppati, dall'altro la forte crescita complessiva nei Paesi emergenti. Queste conclusioni sono contenute nell'ultimo ‘Ims Market Prognosis', una pubblicazione periodica di Ims in cui sono riportate le proiezioni sull'andamento del mercato.

Per il 2010 i pronostici parlano di un incremento delle vendite del 4-6%, in linea con le previsioni di Ims per l'anno scorso. Nel 2009, infatti, il mercato è cresciuto del 7%, contro il 4,8 del 2008.
"La domanda dei pazienti di prodotti farmaceutici rimane alta, nonostante gli effetti della crisi economica in molte zone del mondo" ha detto Murray Aitken, senior vice president di Ims. "Nei Paesi con piani sanitari a finanziamento pubblico, le pressioni degli enti pagatori per tenere a freno l'aumento della spesa farmaceutica non faranno che aumentare, ma ciò sarà più che compensato dal rapido aumento della domanda a cui si sta assistendo nei mercati emergenti".

Si prevede perciò una forte crescita netta per il prossimo quinquennio, anche se le aziende devono fronteggiare la scadenza dei brevetti di farmaci innovativi introdotti 10-15 anni fa e il successivo ingresso sulla scena dei generici alternativi, a basso costo.
Sulla base dell'analisi di Ims, l'equilibrio geografico del mercato farmaceutico mondiale continuerà a spostarsi verso i Paesi emergenti, per i quali si prevede una crescita del 14-17% fino al 2014, mentre i mercati dei Paesi più sviluppati cresceranno solo del 3-6%. Come risultato, la crescita aggregata sarà simile per i due mercati e pari a 120-140 milioni di dollari. Gli Stati Uniti rimarranno comunque il singolo mercato più importante, con un crescita annuale stimata intorno al 3-6% per i prossimi cinque anni, che permetterà di raggiungere i 360-390 miliardi di dollari nel 2014, contro i 300 del 2009.

Per quanto riguarda le dinamiche di mercato legate alle diverse aree terapeutiche, le crescite maggiori si avranno in quelle aree in cui ci sono bisogni significativi non soddisfatti, per le malattie ad elevato impatto economico, e dove scoperte scientifiche innovative possono tradursi in nuove opzioni terapeutiche per i pazienti. In aree quali oncologia, diabete, sclerosi multipla e HIV ci si attendono crescite annuali entro il 2014 superiori al 10%, in concomitanza con l'ingresso sul mercato di nuovi farmaci, un aumento dell'accesso dei pazienti alle terapie e un trasferimento dei finanziamenti da altre aree in cui sono disponibili generici a basso costo.

Per quanto riguarda i tagli alla spesa farmaceutica, Paesi come Turchia, Spagna , Francia e Germania  hanno annunciato piani per porre restrizioni all'accesso ai farmaci o ridurre i rimborsi ai cittadini e anche i governi di altri Paesi alle prese con problemi di bilancio potrebbero adottare provvedimenti simili.

Altra dinamica emergente, il progressivo spostamento verso una dominanza dei generici nelle aree terapeutiche principali. Nei prossimi cinque anni, farmaci che oggi fanno registrare vendite per oltre 142 miliardi di dollari dovranno affrontare la competizione con i generici nei mercati dei principali Paesi sviluppati. Complessivamente, l'impatto di questo cambiamento in aree come quelle degli anticolesterolo, antipsicotici e antiulcera porterà a una riduzione totale di spesa a livello mondiale pari a 80-100 miliardi di dollari entro il 2014. Questo effetto si sentirà particolarmente negli Stati Uniti, maggiormente interessati dal problema della scadenza dei brevetti, che toccherà un picco nel 2011 e nel 2012, quando sei tra i 10 prodotti oggi più venduti si troveranno a subire la concorrenza degli equivalenti ‘low cost''.

Infine, secondo gli analisti di Ims, un esame più attento dei nuovi prodotti contribuirà a un'iniziale riduzione della spesa da parte dei pagatori. Si prevede che nei prossimi cinque anni il numero di nuovi farmaco lanciati ogni anno rimarrà nel range dei 30-35 prodotti. Tuttavia, questi saranno sottoposti a valutazioni più complesse e rigorose prima di entrare concretamente nella pratica clinica ed essere rimborsate di servizi sanitari. Inoltre, molti Paesi, tra cui Cina, Spagna, Canada e anche l'Italia, il finanziamento della sanità pubblica su base locale o regionale sta diventando sempre più significativo. Ciò avrà come risultato un dilatarsi dei tempi che separano l'approvazione dei farmaci dalla loro effettiva disponibilità per i pazienti, il che contribuirà ulteriormente a ridurre la spesa in un primo momento.