Che ci sarebbero stati dei tagli era già stato ampiamente anticipato lo scorso anno quando fu annunciata la fusione tra Merck & Co e Schering-Plough. Adesso però la notizia è ufficiale e ci si deve scontrare con la realtà dei fatti, che non è piacevole. In programma c'e' la chiusura di otto centri di ricerca e di otto stabilimenti produttivi in tutto il mondo, di cui uno in Italia.

Gli impianti produttivi che verranno chiusi sono quelli di Comazzo (Italia), Cacem,(Portogallo), Azcapotzalco e Coyoacan (Messico) e Santo Amaro (Brasile). L'azienda intende anche vendere gli impianti di Mirador (Argentina) e Miami Lakes (Florida).  D'altro canto, l'azienda continuerà a investire nei paesi emergenti e in particolare negli impianti di Xochimilco (Messico) e Campinas (Brasile).
Gli impianti produttivi di Merck scenderanno dagli attuali 91 a 77, inclusi 29 impianti per la produzione di farmaci per uso veterinario.

Lo stabilimento di Comazzo, che si trova in Lombardia nelle vicinanze di Lodi, occupa circa 140 persone. Secondo fonti sindacali, i primi 40 lavoratori dovrebbero lasciare l'azienda a fine anno, altri 20 tra un anno e il resto a fine 2011.

Nei prossimi 2 anni, Merck chiuderà 8 centri di ricerca situati a Montreal (Canada), Boxmeer, Oss e Schaijk (Olanda), Odense (Danimarca), Waltrop (Germania), Newhouse (Scozia) e Kendall Square (Massachusetts, Usa).  In questo modo i grandi centri di ricerca mondiale di Merck rimarranno in tutto 16, e si focalizzeranno su 7 aree terapeutiche: cardiovascolare, diabete e obesità, malattie infettive, neuroscienze e oftalmologia, malattie respiratorie, immunologia, salute della donna e malattie endocrine.

Complessivamente, il piano dovrebbe portare a risparmi per 2,7-3,1 miliardi di dollari. Entro il 2012 l'azienda intende risparmiare 3,5 miliardi di dollari: la differenza sarà ottenuta da altre iniziative di efficienza negli acquisti e in altre attività. Il piano di ristrutturazione prevede tagli del 15% alla forza lavoro, che si dovrebbe ridurre di circa 15mila unità.

Il chief executive officer Richard Clark assicura che "queste modifiche sono cruciali per la crescita futura dell'azienda, che deve mantenere il suo ruolo di leader nel settore salute a lungo termine. Sono decisioni difficili ma necessarie e faremo di tutto per attuare i piani di ristrutturazione con la massima cura e rispetto per il duro lavoro e il talento dei dipendenti Merck".