L’americana Merck  and Co., nota in Italia e altri Paesi come MSD, ha annunciato di aver firmato un accordo del valore di 3,85 miliardi di dollari per acquisire la società biofarmaceutica americana Idenix Pharmaceuticals con l’obiettivo di espandere la propria pipeline di farmaci per la cura dell’epatite C. L'accordo prevede che Merck acquisti la società con un esborso di $ 24,50 per azione, un prezzo sbalorditivo, che è 3,4 volte il valore del titolo registrato in borsa lo scorso venerdì. Le società hanno riferito di aspettarsi che la transazione si chiuda nel terzo trimestre di quest’anno.

“Idenix ha messo a punto un portfolio promettente di farmaci per il trattamento delle infezioni da HCV. Le sue molecole sono complementari ai nostri antivirali e ci saranno di aiuto nel nostro progetto di sviluppo di un regime tutto orale, senza ribavirina, da somministrarsi una volta al giorno ed efficace contro diversi genotipi virali”, spiega  Roger Perlmutter, presidente di Merck Research Laboratories.

Attualmente Idenix ha tre farmaci anti-HCV in sviluppo clinico che comprendono due profarmaci nucleotidici, IDX21437 (fase I/II)  e IDX21459 (fase I), e l’inibitore di NS5A samatasvir (fase II).

Gli inibitori nucleosidici e nucleotidi della trascrittasi inversa (NUC), sono farmaci che hanno lo scopo di inibire la DNA-polimerasi virale e si distinguono in base alla potenza e alla barriera genetica. Secondo gli attuali orientamenti terapeutici, i “nuc” rappresentano il cardine della cura dell’epatite C.

«Il  “nuc” di punta di Idenix si chiama IDX21437" dice Mark Schoenebaum di ISI. Almeno altri 3 nuc hanno fallito in precedenza nello sviluppo clinico (IDX184, PSI-938, e il nuc di Inhibitex). Merck ritiene che i dati preclinici di tossicità fossero sufficienti e ha fatto loro comodo che il composto non presenti tossicità mitocondriale, che era un problema per alcuni nucs falliti. Inoltre, i dati clinici (umani) indicano che la potenza è adeguata, con le riduzioni di log attraverso genotipi di oltre 4 registri. Secondo Merck, 83 pazienti sono stati trattati con il composto IDIX per durate tra 7 e 14 giorni ».

"Con questa transazione, Merck sta diventando un concorrente più temibile per Gilead ", fa notare Geoff Porges di Bernstein in una nota. Merck starà ora cercando di aggiungere il nuc  di Idenix ai loro programmi clinici per creare un regime completo con tre farmaci, un regime cioè pan-genotipo di HCV basato su uno dei due NS5 a loro disposizione, il loro inibitore della proteasi HCV e il nuc di Idenix".

Merck sta sviluppando l’inibitore della proteasi NS3/4A conosciuto con la sigla MK-5172 e l’inibitore di NS5A, MK-8742. Lo scorso aprile la società americana ha annunciato l’inizio degli studi di fase III sulla combinazione di questi due farmaci, la quale ha anche ricevuto lo status di “breakthrough therapy” da parte dell’Fda in associazione o meno con ribavirina, in diversi genotipi virali e in diverse popolazioni di pazienti con infezione cronica da HCV.

Nel febbraio 2013, Idenix aveva deciso di interrompere il programma di sviluppo clinico di IDX184, un inibitore della polimerasi nucleotidica in fase IIb e quello di IDX19368, un inibitore nucleotidico della HCV polimerasi, dopo che l’Fda aveva deciso di mettere in stand by gli studi a causa di possibili problemi di sicurezza.

Merck dovrà competere con Gilead e AbbVie, tutte impegnate nella messa a punto di combinazioni di farmaci anti Hcv pan genotipo cioè attive su tutti i genotipi del virus dell’epatite C. L’azienda che ce la farà a portarli in commercio avrà a disposizione un mercato multi milionario, che probabilmente vale la spesa affrontata oggi da Merck.

Data la complessità dello sviluppo dei farmaci in questa area terapeutica (più gruppi di pazienti, diversi genotipi virali e interazioni farmaco-farmaco da studiare), il programma di sviluppo di una combinazione antivirale richiede però almeno 4-5 anni prima di arrivare sul mercato.

Nel mese di aprile, Idenix ha annunciato i risultati di uno studio di 7 giorni proof-of-concept di IDX437. In confronto, Pharmasset aveva annunciato i risultati di uno studio di 28 giorni proof-of-concept di PSI-7977 (sofosbuvir) nel maggio 2010.

Quando Gilead ha acquisito Pharmasset alla fine del 2011, la società aveva studiato centinaia di pazienti in diversi studi di fase II e si stava preparando per la fase III. Nonostante questo vasto lavoro e di sviluppo fosse già molto avanzato, a Gilead ci sono voluti più di 4 anni per passare dal proof of concept del nuc alla combinazione completamente orale in arrivo sul mercato.

Si stima che Idenix abbia ancora almeno altri due anni di sviluppo davanti a sé (studi multipli di fase II di interazione farmaco-farmaco) prima che il cocktail di farmaci Merck-Idenix sia pronto per la fase III, il che porta l'approvazione definitiva del farmaco al 2018-2019.

Ci si attende anche che il processo regolatorio per l'insieme di farmaci orali Merck possa essere più lento, in quanto ci sarà meno urgenza clinica con le combinazioni tutte orali di Gilead e di AbbVie già sul mercato, e più controllo a causa della possibile tossicità associati ai nuc.

Il mercato ha già dato un parere sui vincitori e vinti di oggi. Il vincitore: Idenix Pharmaceuticals, le cui azioni sono  salito del 234% a 24,14 dollari. I perdenti: Gilead Sciences, che è scesa del 4,1% a 79 dollari, e AbbVie, che è scesa dell’ 1,4% a 54,34 dollari. La giuria deve ancora esprimersi su Merck, che è stabile a 57,86 dollari.