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Mieloma multiplo, Gilead sigla accordo per nuovi anticorpi anti-BCMA

Kite, una società di Gilead, ha annunciato di aver siglato un accordo con la biotech Teneobio in base al quale Kite riceverà i diritti esclusivi su alcuni anticorpi monoclonali sperimentali diretti contro il BCMA. Tali anticorpi verranno impiegati nelle terapie a base di cellule CAR T per il mieloma multiplo e altri tipi di tumori.

L’antigene di maturazione delle cellule B, BCMA, sta diventando il Santo Graal nella ricerca di nuove terapie anti-mieloma multiplo. È una proteina espressa prevalentemente sulla superficie delle cellule del mieloma multiplo e i farmaci che hanno come bersaglio il BCMA hanno sulla carta una buona garanzia di efficacia e di sicurezza.

Proprio per questo, Kite, una società di Gilead, ha annunciato di aver siglato un accordo con la biotech Teneobio in base al quale Kite riceverà i diritti esclusivi su alcuni anticorpi monoclonali sperimentali diretti contro il BCMA. La catena pesante variabile completamente umana di uno di questi anticorpi è attualmente in valutazione presso il National Cancer Institute come parte di un recettore chimerico dell'antigene (CAR) per il trattamento di pazienti affetti da mieloma multiplo in uno studio clinico di fase 1.

Kite e Teneobio collaboreranno anche alla scoperta di anticorpi diretti contro quattro ulteriori bersagli, utilizzando la piattaforma proprietaria di Teneobio denominata Human Heavy-Chain Antibodies (UniAb), e tali anticorpi verranno impiegati nelle terapie a base di cellule CAR T per il mieloma multiplo e altri tipi di tumori.

A differenza di un anticorpo tradizionale, che è composto da due catene pesanti e due catene leggere, un anticorpo a catena pesante, come suggerisce il nome, è formato solo dalle catene pesanti ed è quindi di dimensioni più piccole. I CAR tipicamente contengono nella porzione extracellulare un dominio di riconoscimento dell’antigene della cellula bersaglio formato da un frammento a catena singola della regione variabile di un anticorpo (scFv). Il frammento derivato dall’anticorpo anti-BCMA di Teneobio, che è un anticorpo a catena pesante, più piccolo di quelli tradizionali, è anch’esso di dimensioni inferiori rispetto ai domini di riconoscimento delle CAR T già approvate, il che ha diversi potenziali vantaggi.

Sfruttando quest’approccio, si potrebbero inserire più CAR nei vettori virali utilizzati per ingegnerizzare le cellule T, creando così cellule CAR T che presentano sulla propria superficie più di un CAR, capaci, quindi, di colpire più di un antigene bersaglio, riducendo potenzialmente i tassi di ricaduta.

È stato ampiamente dimostrato che i pazienti sottoposti alla terapia con cellule CAR T possono avere ricadute dopo il trattamento perché alcune cellule tumorali perdono l’antigene bersaglio, un fenomeno conosciuto come ‘evasione antigenica’: l'aggiunta nelle cellule CAR T di un secondo dominio di riconoscimento (nello stesso CAR o in un CAR diverso), capace di individuare e legare un bersaglio diverso, potrebbe risolvere questo problema.

Kite non è l'unica azienda attualmente impegnata a sviluppare terapie a base di cellule CAR-T per il mieloma multiplo. Proprio questa settimana, Bristol Myers-Squibb e bluebird bio hanno presentato alla Food and Drug Administration la domanda di approvazione delle loro CAR T anti-BCMA, idecabtagene vicleucel (o, più semplicemente ide-cel, note in precedenza con la sigla bb2121.

Anche Janssen in collaborazione con la cinese Legend Biotech sta sviluppando cellule CAR T anti-BCMA per i pazienti con mieloma multiplo ricaduto/refrattario, note per ora con la sigla JNJ-4528, i cui dati preliminari sono molto interessanti; nello studio CARTITUDE-1, presentato nel dicembre scorso all’ultimo congresso dell'American Society of Hematology, il 100% dei 29 pazienti infusi con le CAR T JNJ-4528 risposto al trattamento, con risposte rapide e profonde.

"Kite è impegnata nella ricerca di nuove terapie a base di CAR T che hanno il potenziale per rappresentare opzioni terapeutiche in grado di fare una differenza significativa per le persone che convivono con il mieloma multiplo", ha detto Peter Emtage, Senior Vice President of Research di Kite. "Sulla base dei primi incoraggianti segnali clinici e delle caratteristiche uniche del dominio di riconoscimento (derivato dall’anticorpo a catena pesante, ndr) di Teneobio, questa entusiasmante collaborazione sarà centrale nella nostra strategia di sviluppo di terapie a base di CAR T di nuova generazione, potenzialmente in grado di superare di superare l’ostacolo rappresentato dal microambiente tumorale" immunosoppressivo.

"Siamo lieti che Kite, leader nella terapia cellulare, abbia riconosciuto il potenziale della piattaforma UniAb® di Teneobio per consentire lo sviluppo di terapie a base di CAR T, diverse rispetto a quelle già esistenti, per il trattamento del mieloma multiplo e di altri tumori", ha dichiarato Roland Buelow, CEO di Teneobio. "Non vediamo l'ora di lavorare con Kite per far sviluppare ulteriormente la nostra piattaforma UniAb, unica nel suo genere, a beneficio dei pazienti che hanno bisogno di nuove terapie".

In base ai termini dell'accordo, Teneobio riceverà un pagamento anticipato e potrà ricevere ulteriori pagamenti in base al raggiungimento di determinati traguardi clinici e normativi, nonché royalties sulle potenziali vendite future.

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