Monsanto rifiuta ancora l'offerta (migliorativa) di Bayer

Continua il corteggiamento di Bayer per l'americana Monsanto, che non cede perņ alle avance del colosso tedesco. Infatti, dopo aver rifiutato la prima offerta da 62 miliardi di dollari, il consiglio di amministrazione di Monsanto ha respinto anche il rilancio da 65 miliardi avanzato dal gruppo chimico-farmaceutico tedesco.

Continua il corteggiamento di Bayer per l'americana Monsanto, che non cede però alle avance del colosso tedesco. Infatti, dopo aver rifiutato la prima offerta da 62 miliardi di dollari, il consiglio di amministrazione di Monsanto ha respinto anche il rilancio da 65 miliardi avanzato dal gruppo chimico-farmaceutico tedesco.

Monsanto ha diffuso un comunicato in cui si legge che il suo consiglio di amministrazione all'unanimità considera finanziariamente inadeguata la proposta di Bayer e insufficiente nel garantire una certezza dell'operazione.

Solo pochi giorni fa Bayer aveva alzato la sua offerta per Monsanto da 122 a 125 dollari per azione. Il 24 maggio scorso Monsanto aveva giudicato incompleta e finanziariamente inadeguata l'offerta ferma a 122 dollari per azione. In quell'occasione si disse però aperta a continuare discussioni costruttive con Bayer.

Il rifiuto non è giunto, tuttavia, come una novità. Gli analisti l'avevano infatti previsto, stimando un prezzo di vendita per il gruppo americano tra i 135 e i 140 dollari per azione.

Negli ultimi giorni era girato anche il nome di un'altra azienda tedesca per il futuro dell'azienda americana, che avrebbe studiato varie transazioni inclusa una potenziale acquisizione della divisione di Basf dedicata alle soluzioni agricole.

Se mai l'acquisizione da parte di Bayer dovesse andare in porto, sarebbe il più grande takeover dell'anno in corso. Sarebbe anche il più grande realizzato da un gruppo tedesco da cui nascerebbe un colosso mondiale dell'agrochimica, un settore protagonista di un consolidamento.