Non è bella la pagella che Eli Lilly ha ricevuto dall'agenzia di rating Moody's. Il giudizio è infatti sceso a "negativo". Il motivo di tale pessimismo è l'imminente scadenza del brevetto di tanti farmaci chiave del listino di Lilly, a partire da Zyprexa il cui brevetto scadrà nell'ottobre del 2011. Contemporaneamente, l'azienda sconta una partenza non proprio bruciante del nuovo antiaggregante prasugrel. Entro il 2017, scadranno i brevetti di 8 farmaci che costituiscono circa i tre quarti degli attuali ricavi di Lilly.

La società di investimenti fa anche notare che, a causa di questi giudizi, Lilly potrebbe trovarsi a pagare il credito a un costo più elevato. Già oggi è classificata A1, 4 livelli sotto il massimo (Aaa), e tale livello potrebbe anche peggiorare.

Inoltre, pesa il fatto che Lilly non sia ancora riuscita a ottenere l'indicazione di Cymbalta nel dolore cronico e che l'azienda è un importante fornitore di farmaci per il governo americano attraverso Medicaid, il programma federale sanitario degli Stati Uniti d'America che provvede a fornire aiuti agli individui e alle famiglie con basso reddito salariale. Si troverà così a dover sopportare, più di alte società farmaceutiche, i tagli decisi dall'amministrazione Obama.

Lilly non è certo la sola grande azienda farmaceutica a dover affrontare delle difficoltà. La risposta temporanea, comune ad altre big pharma, cioè riduzione dei costi e diversificazione nei mercati emergenti, potrà aiutarla a risalire la china. Ma la risposta finale non possono che essere nuove molecole, in grado di rispondere a bisogni medici finora insoddisfatti.