MSD acquisisce Viralytics e il suo virus oncolitico. Affare da quasi $400 mln

Merck and Co. (in Italia MSD) ha annunciato di avere siglato un accordo definitivo per l'acquisizione di Viralytics, una compagnia specializzata in immunoterapie oncolitiche, per circa 394 milioni di dollari. Attraverso l'acquisto, subordinato alla mancata offerta migliore da parte di un contro offerente, Merck acquisirà tutti i diritti su Cavatak, la formulazione di Viralytics del virus oncolitico coxsackievirus Tipo A21.

Merck and Co. (in Italia MSD) ha annunciato di avere siglato un accordo definitivo per l'acquisizione di Viralytics, una compagnia specializzata in immunoterapie oncolitiche, per circa 394 milioni di dollari. Attraverso l'acquisto, subordinato alla mancata offerta migliore da parte di un contro offerente, Merck acquisirà tutti i diritti su Cavatak, la formulazione di Viralytics del virus oncolitico coxsackievirus Tipo A21.

Cavatak è attualmente in corso di valutazione in una serie di studi di fase 1 e 2, sia come agente intratumorale che endovenoso, anche in combinazione con la terapia anti-PD-1 di Merck Keytruda (pembrolizumab). Nell'ambito di un precedente accordo del 2015 tra Merck e Viralytics, uno studio sta valutando l'uso della combinazione Cavatak e Keytruda nel melanoma, nel tumore della prostata, del polmone e della vescica.

Merck pagherà in contanti 1,75 dollari australiani (1,37 dollari) per azione, offrendo in questo modo un premio del 160% sul prezzo medio ponderato del volume mensile del titolo. Il consiglio di Viralytics ha raccomandato all'unanimità che gli azionisti votino a favore dell'accordo, che dovrebbe chiudersi entro il secondo trimestre del 2018.

«L'approccio di Viralytics di coinvolgere il sistema immunitario innato per colpire e uccidere le cellule cancerose, completa la nostra strategia in immuno-oncologia», ha osservato Roy Baynes, responsabile dello sviluppo clinico globale dei laboratori di ricerca di Merck.

Nel 2015, il farmaco Imlygic di Amgen (talimogene laherparepvec), ha ottenuto l'approvazione della Fda per il trattamento delle lesioni del melanoma a livello cutaneo e linfonodale. Imlygic ha ricevuto l'autorizzazione europea più tardi nello stesso anno, e così è diventata la prima terapia oncolitica approvata, sia a livello statunitense che europeo.

Coxsackievirus e virus oncolitici
Il virus Coxsackie o picornavirus, è un membro della famiglia delle “Picornaviridae” e appartiene al genere degli “Enterovirus”. Questi ultimi possiedono nella propria conformazione genetica un singolo filamento di acido ribonucleico (RNA).

Sono stati scoperti nel 1948-49 da Gilbert Dalldorf, mentre stava studiando una cura per la poliomielite. A tali virus fu dato il nome di Coxsackie, per un piccolo paese sul fiume Hudson nello stato di New York, dove Dalldorf aveva ottenuto i primi campioni di feci.

Sono divisibili in due gruppi, A e B, in base agli effetti che essi provocano.

Il tipo A provoca lesioni muscolari, paralisi, morte, herpangina (vesciche dolorose in bocca, gola, mani, piedi) e congiuntivite (infiammazione delle palpebre e la zona bianca degli occhi), mentre il tipo B provoca danni agli organi, ma gli esiti sono meno gravi.

Alcuni di questi virus sono oncolitici, cioè in grado di infettare le cellule tumorali e distruggerle. Nei pazienti affetti da cancro il sistema immunitario è bloccato. Il tumore riesce a bloccare l'attività dei linfociti T in modo che l'organismo tolleri le cellule malate mentre dovrebbe normalmente eliminarle. Questo è ciò che permette ai tumori di crescere evadendo la sorveglianza immunitaria.
Ed è qui che entra in scena il virus oncolitico. I ricercatori mostrano che causando il rilascio di frammenti cellulari tumorali dopo aver infettato e distrutto le cellule cancerogene, il virus invia segnali di pericolo al sistema immunitario che inizia a produrre nuovi linfociti T anti-cancerosi.

Cavatak o Coxsackievirus (CVA21)
E’ una formulazione proprietaria di un virus oncolitico del comune raffreddore che, in uno studio clinico di Fase 2, ha dimostrato attività antitumorale unitamente a un promettente profilo di sicurezza. Il Coxsackievirus CVA21 ha il potenziale per identificare, infettare, moltiplicarsi al suo interno e distruggere un'ampia gamma di cellule tumorali, sia nel sito del tumore che nel resto dell’organismo.

Cavatak agisce cercando e attaccandosi a una proteina che è altamente espressa sulla superficie di molte cellule tumorali, chiamata ICAM-1. Una volta legatosi a questa proteina, il virus è in grado di inserirsi nella cellula cancerosa e replicarsi fino a far esplodere la cellula, un processo noto come lisi. A questo punto migliaia di progenie virali possono diffondersi e replicare questo ciclo di distruzione. Durante questo processo vengono inoltre rilasciati frammenti di cellule tumorali che possono potenzialmente attivare il sistema immunitario del paziente, che acquisisce l’abilità di identificare le cellule tumorali cancerose come estranee.

Cavatak può vantare una lunga serie di caratteristiche favorevoli, tra cui la possibile applicazione su una vasta gamma di tipi di cancro, compresi i tumori della prostata, dei polmoni, del melanoma e della vescica. Una via di somministrazione multipla (intralesionale, endovenosa e intra-vescicale), una bassa tossicità con bassi livelli di eventi avversi di grado 3 o superiore, e la potenziale sinergia con le attuali terapie oncologiche (utilizzato in combinazione con prodotti di prossima generazione come gli inibitori del checkpoint, aumenta il beneficio clinico per i pazienti).
Inoltre ha un ciclo di replicazione veloce di sole 6 ore, con conseguente risposta potenzialmente più rapida, e la sua piccola taglia ne consente una più ampia diffusione nel corpo rispetto ai virus oncolitici di maggiori dimensioni.