Prende il via ufficialmente ViiV Healthcare, la nuova azienda creata da GlaxoSmithKline (GSK) e Pfizer per farvi confluire i rispettivi farmaci per la lotta contro il virus dell'HIV.

ViiV Healthcare avrà il suo quartier generale a Londra, mentre la sede statunitense sarà a Research Triangle Park, nel Nord Carolina.
In Italia la nuova azienda avrà sede a Verona e sarà guidata da Maurizio Amato, manager con numerose esperienze professionali all'attivo nel campo dell'infettivologia.

GSK detiene l'85% del capitale di ViiV Healthcare mentre il restante 15% è posseduto da Pfizer. La suddivisione è determinata dalla posizione strategicamente più forte di GSK in quest'area. Pfizer potrebbe aumentare la sua quota fino al 30,5% in funzione delle vendite dei farmaci del proprio listino. Altrimenti, se i farmaci in sviluppo non arriveranno in commercio, la quota potrebbe scendere fino al 9%.
ViiV Healthcare dispone attualmente di un portfolio di dieci farmaci, compresi Epzicom/Kivexa (abacavir solfato+lamivudina) e Selzentry/Celsentri (maraviroc) e Combivir. Quest'ultimo perderà la copertura brevettuale nel 2012.

Nel 2008 questi farmaci hanno generato un fatturato di 1.6 miliardi di sterline e assicurano a ViiV Healthcare la stabilità finanziaria necessaria per sostenere gli investimenti in programmi clinici.

A questi farmaci si aggiunge una pipeline formata da sette farmaci innovativi a bersaglio mirato; di questi, cinque sono in fase II di sperimentazione. Nel complesso, ViiV Healthcare dispone di diciassette molecole nel proprio portfolio di ricerca in grado di trasformarsi in potenziali nuovi trattamenti per l'infezione da virus HIV. Non fa parte dal presente accordo il nuovo vaccino sperimentale contro l'HIV attualmente sviluppato da GSK nella propria unità belga di Rixensart.

Unendo le forze, le due società potranno contenere i costi e ottenere anche sinergie nella ricerca e sviluppo e di tipo commerciale. A regime, entro il 2011, Glaxo si attende risparmi per circa 90 milioni di dollari.

Secondo Dominique Limet, capo mondiale della nuova società, ViiV dovrà perseguire strategie "multiple" per sviluppare il business esistente e per cogliere nuove opportunità di crescita, come l'espansione geografica, nuove collaborazioni e attività di business development.
"La nostra ambizione è quella di portare avanti ricerca e sviluppo sia all'interno che all'esterno di ViiV Healthcare - fa sapere Limet. I nostri sforzi di R&D, le partnership strategiche e le opportunità di licensing saranno focalizzate ad offrire farmaci in grado di aiutare a combattere il fenomeno delle resistenze ai trattamenti e a limitare le difficoltà legate al dosaggio delle terapie. Nella nostra pipeline disponiamo di molecole estremamente interessanti, compreso il nostro inibitore dell'integrasi, ormai alle ultime tappe del programma di sviluppo."

La ricerca e sviluppo infatti rimarrà all'interno delle due aziende di partenza e in futuro ViiV acquisirà i frutti di tale ricerca a prezzi di mercato, se lo riterrà opportuno. Uno stimolo alla messa a punto di farmaci nuovi e competitivi. Ma ViiV potrà anche acquistare dall'esterno nuovi farmaci o nuovi progetti di ricerca. Insomma si muoverà a tutto campo, cercando le migliori opportunità dove si trovano.

Questa alleanza è un segno della necessità, anche per le aziende più grandi, di condividere i costi della ricerca, sempre più onerosi. Glaxo è uno dei leader nella terapia dell'HIV. Tuttavia ha un listino che si è rinnovato meno rispetto ad altre società del settore.
Al contrario, Pfizer ha pochi farmaci anti HIV già in commercio, che oltretutto a detta degli analisti non stanno fornendo i risultati sperati, e diversi farmaci in sviluppo. Una situazione quasi speculare. Pfizer ha anche una forza vendita ridotta rispetto a GSK.
Inoltre, dopo il merger con Wyeth, Pfizer aveva rivalutato le aree terapeutiche in cui concentrarsi che sono in buona sostanza quelle in cui la società è più competitiva e a maggiore potenzialità di sviluppo. L'area HIV è una di quelle meno interessanti per  Pfizer. In questo modo l'azienda americana mantiene una presenza significativa, con costi operativi ridotti.

Si tratta di un accordo molto innovativo che realizza una società focalizzata sui bisogni dei pazienti, finanziariamente stabile, in cui si integrano i punti di forza delle due società di partenza e si compensano le rispettive debolezze.