Nel difficile mestiere di fare ricerca oncologica, in Italia è rimasto un solo centro che però ha dimensioni importanti che lo rendono all’avanguardia in Europa e nel mondo.

Stiamo parlando del Nerviano Medical Sciences (NMS), un centro prestigioso per la ricerca italiana dove sono nate molecole antitumorali ancora usate in tutto il mondo. Dopo l’uscita di Pfizer, il centro di Nerviano si  è profondamente riorganizzato e ci siamo fatto raccontare la realtà attuale, non priva di difficoltà, e le prospettive future da Andrea Agazzi, presidente di NMS Group.

Il Campus di Nerviano è diventato famoso per la scoperta delle antracicline ma di che cosa si occupa oggi il Centro e com'è strutturato?
“Con oltre 450 dipendenti, 200 dei quali ricercatori coinvolti in progetti di ricerca e sviluppo dalla ‘target validation’ fino alla sperimentazione clinica, 800 brevetti concessi e oltre 300 pubblicazioni, compresi gli abstract e le oral presentation degli ultimi anni, possiamo dire che il Campus di Nerviano ospita la più grande azienda italiana e tra le più significative in Europa impegnate nella ricerca e nello sviluppo di nuove molecole nell'area oncologica.

Il cuore innovativo del Gruppo è nel discovery e nella ricerca applicata all'innovazione di Nerviano Medical Sciences. E' un'importante mission che attesta il nostro Gruppo come riferimento internazionale nel settore della terapia personalizzata e si integra con le altre attività del Centro: dalla fase pre-clinica di Accelera, al First-Time-In-Man della fase clinica gestita da Clioss, fino alla produzione e confezionamento del prodotto finito in NerPharma. Siamo, infatti, l'unica realtà in Italia in grado di gestire autonomamente l’intera filiera del percorso di ricerca e sviluppo.

Oggi il gruppo è di proprietà della FRRB (Fondazione Regionale Ricerca Biomedica), espressione di Regione Lombardia.”
Quale modello di business è previsto nel vostro piano industriale?
“La mission di NMS è quella di scoprire e sviluppare le nuove molecole e le strategie terapeutiche che potranno rappresentare il futuro per le cure personalizzate dei pazienti oncologici e Nerviano Medical Sciences ha un ampio portafoglio di progetti in pipeline, alcuni dei quali già in fase avanzata.
In questo ambito il modello di business è basato su un processo continuo di ricerca – valorizzazione - nuova ricerca. La valorizzazione delle molecole avviene tramite accordi di licensing con importanti partner internazionali nel settore farmaceutico e biotech e sono 6 le licenze siglate ad oggi con player del calibro di Genentech del Gruppo Roche, Servier e realtà biotech come l’americana Ignyta o l’inglese Tiziana Life Sciences. Gli accordi di licensing ci danno le risorse per alimentare continuamente nuovi progetti di ricerca. Naturalmente il processo non é sempre così fluido, la ricerca è incertezza per definizione ed è per questo che é importante un socio "dalle spalle larghe".

Il core business è completato dall'attività di 3 società -Accelera, Clioss e Nerpharma- che forniscono servizi di sviluppo e produzione di farmaci, fondamentali per dare concretezza alla ricerca di NMS e un riferimento per clienti nazionali ed internazionali. A riguardo vorrei citare ad esempio gli accordi con 5 importanti multinazionali per la produzione di 6 farmaci orfani per diversi tumori rari.”

Il nuovo CDA, insediato a fine maggio, ha recentemente approvato i bilanci del 2013 e 2014. Qual è ad oggi la situazione del Centro?
“E’ innanzitutto una situazione più chiara e trasparente, il minimo che si può fare nei confronti di un socio, la FRRB, che ci sostiene e ci appoggia al pari degli stakeholders che in questi ultimi anni di vuoto informativo si sono dimostrati fiduciosi nelle nostre capacità e collaborativi. Penso alle banche, ai fornitori ed anche al personale: tutti, tranne pochi casi isolati, ci sono sempre stati vicini.
Riguardo ai numeri, nel bilancio consolidato del 2014 abbiamo registrato ricavi per 65 milioni di euro, con un aumento del 67% dei ricavi dalle attività di licensing rispetto all'anno precedente e un dimezzamento dei ricavi per le prestazioni rese alla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica. Il conto economico chiude con una perdita di 10 milioni dopo che sono state operate pesanti quanto opportune svalutazioni per il medesimo importo. Il messaggio è sempre lo stesso: prudenza e chiarezza.”
Quali saranno gli obiettivi futuri del nuovo CDA?
“Per il gruppo l'approvazione dei bilanci 2013 e 2014 è esclusivamente un punto di partenza. Abbiamo l'obiettivo di capire velocemente le dinamiche che hanno caratterizzato gli ultimi anni e a tale scopo abbiamo visto come un'opportunità la richiesta della giunta regionale di una due diligence su Nerviano. KPMG é al lavoro. Parallelamente, siamo alla ricerca di una figura manageriale forte che trasformi quanto di buono dell'esperienza passata in opportunità per il futuro. Continuiamo, quindi, ad informare e allo stesso tempo mettiamo le basi per il futuro.”
E riguardo al futuro della ricerca? Qual è la vostra attuale strategia di innovazione industriale?
“La sfida affrontata oggi, con quotidiana dedizione e piacere della scoperta, è quella di comprendere sempre meglio i processi patogenetici e di proliferazione del tumore per contribuire a sconfiggerlo, sviluppando nuove opportunità terapeutiche capaci di inibire la crescita tumorale.

L’attuale strategia di ricerca è fondata sul paradigma delle terapie oncologiche mirate e si basa sull'iniziale validazione di nuovi bersagli farmacologici in grado di fermare la proliferazione delle cellule maligne di specifici tumori solidi o ematologici. L'insieme (unico in Italia per dimensioni e scopo) delle nostre competenze, infrastrutture, tecnologie e reagenti è in grado di facilitare la rapida selezione e l'avanzamento delle molecole più efficaci e selettive ed è stato maturato in oltre 25 anni di ricerca e sviluppo di farmaci antitumorali.

Nel Campus di Nerviano, infatti, sono state scoperte e sviluppate numerose Nuove Entità Chimiche, a partire dalle citate antracicline, uno dei primi farmaci antitumorali ancora oggi componente essenziale di molti regimi chemioterapici. Il nostro impegno nell'innovazione industriale è testimoniato dai numeri del portafoglio brevettuale che si attesta su tre 1.100 casi complessivi e, in pratica, un centinaio di nuove invenzioni in 10 anni circa.”