Novartis ha siglato un accordo con la società biofarmaceutica francese Transgene per ottenere i diritti di sviluppo di un nuovo vaccino terapeutico anticancro, noto per ora con la sigla TG4010. Il farmaco viene sviluppato per la terapia del tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC), in combinazione con la chemioterapia, e altre potenziali indicazioni oncologiche.

In cambio, Transgene riceverà un pagamento immediato di 10 milioni di dollari e se lo sviluppo del farmaco andrà a buon fine, l'accordo potrebbe valere fino a 950 milioni di dollari. Il mercato borsistico non ha però gradito l'accordo, ritenendo che Transgene abbia svenduto questo asset e le azioni della società francese sono scese del 12%.

L'accordo prevede una fase intermedia al termine della quale Novartis potrà decidere se esercitare o meno l'opzione. L'azienda di Basilea si è infatti tutelata e prima di affrontare gli ingenti costi della fase III, intende prima conoscere i risultati di un trial di fase IIb/III, che inizierà entro la fine del 2010 e che dovrebbe essere completato entro il  2013. Lo studio arruolerà 1000 pazienti con tumore NSCLC positivo all'antigene MUC1.

I risultati ad interim della fase IIb saranno noti entro la fine del 2012. A questo punto Novartis avrà 90 giorni per decidere se proseguire lo sviluppo del farmaco e assumersi i relativi costi, compresi quelli della fase IIb che dovrà rifondere a Transgene.

TG4010 è un vaccino ricombinante che esprime l'interleukina 2 e l'antigene tumorale  (MUC1) presente sulla superficie di molti tessuti ma over espresso sulla superficie delle cellule del tumore NSCLC  e altri tipi di tumore. Come vettore, il vaccino utilizza un poxvirus attenuato (Modified Vaccinia Ankara virus).
L'idea alla base del farmaco è quella di stimolare contemporaneamente la risposta immunitaria innata e quella adattiva.

In uno studio di fase II il farmaco ha prolungato di 6 mesi la sopravivenza senza progressione.
Anche altre società farmaceutiche stanno sviluppando vaccini anticancro per il tumore NSCLC. Si tratta di   GlaxoSmithKline e della tedesca Merck KGaA, che stanno sviluppando i MAGE-A3 e Stimuvax, rispettivamente. I due farmaci sono già in fase III e dunque molto più avanti rispetto al farmaco di Transgene.

Quello dei vaccini terapeutici è un settore nuovo, molto promettente ma ad altissimo rischio industriale, nel quale hanno già fallito diverse società.
Il primo farmaco di questa categoria potrebbe presto entrare in commercio. Si tratta di Provenge, un vaccino terapeutico anticancro, da utilizzare nelle fasi molto avanzate della malattia, sviluppato dall'americana Dendreon. Il prossimo primo maggio, l'Fda deciderà se approvarlo o meno.