Novartis acquista per $1 mld da Gsk i diritti per ofatumumab nella SM

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Novartis ha stipulato un accordo del valore massimo di oltre $1miliardo per l'acquisizione da GlaxoSmithKline di tutti i diritti sull’impiego di ofatumumab nella sclerosi multipla, indicazione per la quale è ancora in fase sperimentale.

Ofatumumab è un anticorpo monoclonale che si lega alla molecola CD20 sui linfociti B e induce la deplezione delle cellule B attraverso citotossicità dipendente dal sistema del complemento. Ha quindi lo stesso meccanismo di azione di rituximab, rispetto al quale si differenzia in quanto è interamente umano, mentre rituximab è chimerico. Il farmaco è già in commercio con il marchio Arzerra ed  indicato per la terapia della leucemia linfatica cronica. E' però in studio anche per la sclerosi multipla.

Lo scorso mese di marzo, la casa farmaceutica svizzera aveva già acquisito da GlaxoSmithKline i diritti sull’anticorpo monoclonale anti-CD20 per le indicazioni oncologiche come parte di una complessa operazione di asset swap (scambio di attività) del valore complessivo di $20 miliardi attraverso la quale le due società si sono scambiate i farmaci oncologici (ceduti da Gsk a Novartis) e i vaccini (da Novartis a Gsk) e messo in comune i farmaci Otc.

L’impiego di ofatumumab nella sclerosi multipla non era però stato considerato nell’affare precedente.

L’accordo appena siglato prevede che Novartis versi a Gsk un pagamento immediato di $300 milioni, con un ulteriore pagamento di $ 200 milioni quando inizierà lo studio di fase III nella sclerosi multipla. Inoltre, sono previsti altri pagamenti per un valore massimo di $534 milioni al superamento di determinate milestones. Infine, GlaxoSmithKline riceverà royalties fino al 12 per cento sulle eventuali e future vendite nette di ofatumumab per la terapia di condizioni autoimmuni.

D’ora in avanti, Novartis sarà responsabile a livello globale per le attività di sviluppo, regolamentazione e commercializzazione di ofatumumab nella SM. Il farmaco è attualmente studiato per le forme recidivanti remittenti della malattia.

In uno studio di fase IIa presentato lo sorso anno al congresso americano, la somministrazione di ofatumumab per via sottocutanea si è dimostrata in grado di ridurre fino al 90 per cento il numero cumulativo di nuove lesioni cerebrali nei pazienti con SM.

Novartis è già fortemente presente nella sclerosi multipla. Attualmente, commercializza Gilenya (fingolimod) ed Extavia (interferone beta-1b), insieme a una versione generica di Copaxone (glatiramer acetato) distribuito per ora solo negli Stati Uniti sotto il nome di Glatopa.

Novartis sta anche sviluppando nuovi trattamenti sperimentali come BAF312 (siponimod), già in fase III, secukinumab (già approvato per la artrite psoriasica e psoriasi ma in studio anche per la sclerosi multipla e CJM112 (un altro anti IL-17 come secukinumab).

Gilenya è un farmaco di grande successo che lo scorso anno ha generato un fatturato di $2,5 miliardi. Però inizierà a perdere la protezione brevettuale già nel 2019 e Novartis ha dunque bisogno dei suoi sostituti per attutire l'inevitabile contraccolpo.


Danilo Magliano


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