Novartis ha annunciato di aver raggiunto un accordo definitivo del valore di 275 milioni dollari per cedere le sua attività nei vaccini anti influenzali, tra cui anche la pipeline di sviluppo alla società farmaceutica australiana CSL, leader mondiali negli emoderivati.

Il CEO Novartis Joseph Jimenez ha osservato che "in CSL, abbiamo trovato non solo un proprietario per l'attività nei vaccini anti influenzali ma anche un partner che condivide il nostro impegno per la tutela della salute pubblica e una solida piattaforma di crescita per l'azienda e i nostri soci."

La casa farmaceutica svizzera ha osservato che l'operazione dovrebbe chiudersi nel secondo semestre del 2015.

L'operazione conclude il piano di rifocalizzazione del business di Novartis sui trattamenti antitumorali, con l'uscita dalle attività meno profittevoli, come per l’appunto i vaccini. In aprile GlaxoSmithKline aveva acquisito l'intera divisione vaccini di Novartis (a eccezione proprio di quelli per l'influenza), per 5,25 miliardi di dollari (e ulteriori 1,8 miliardi al raggiungimento di determinati obiettivi).

Gsk già possiede una linea di vaccini contro l’influenza e quindi non era interessata ad acquisirli, anche per non incorrere nelle sanzioni dell’anti trust europea.

Novartis ha detto che l'unità di vaccini contro l'influenza, capace negli ultimi 30 anni di fornire quasi 1 miliardo di dosi di vaccini contro l'influenza stagionale e pandemici sarà fusa con bioCSL, controllata di CSL. Novartis ha inoltre dichiarato che "rimane pienamente impegnata" per l'unità durante il periodo di transizione ", tra cui onorare gli accordi con i clienti, ricerca e sviluppo di vaccini contro l'influenza e lanci di prodotto."

La cessione innesca una svalutazione una tantum di circa $1,1 miliardo, in quanto tale attiviità era contabilizzata nello stato patrimoniale di Novartis a un valore molto superiore a quello effettivamente realizzato. Novartis però ha detto che con la chiusura della trattativa con GlaxoSmithKline, previsto per il primo semestre del prossimo anno, prevede di registrare un "sostanziale" guadagno una tantum che dovrebbe "più che compensare" la minusvalenza associata alla transazione dei vaccini anti-influenzali.

Nel frattempo, CSL ha detto che questa acquisizione la posiziona come seconda al mondo nel settore dei vaccini influenzali. La società, che al livelo mondiale occupa circa 10mila dipendenti, vanta stabilimenti di produzione negli Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Australia. Nei prossimi tre cinque anni, l’unità dedicata ai vaccini anti influenza dovrebbe raggiungere un fatturato annuo di circa 1 miliardo di dollari. Nel 2013 il fatturato dei vaccini anti influenza di CSL è stato di $ 527 milioni.

L’amministratore delegato di CSL, Paolo Perreault, ha dichiarato che l'acquisizione "trasformerà bioCSL dandogli strutture su scala globale, così come prodotti e diversità geografica. La società australiana prevede di finanziare l'operazione con liquidità in eccesso, e stima che le sinergie raggiungeranno 75 milioni di dollari l'anno entro l'anno fiscale 2020 anche se all'inizio prevede circa $100 milioni di maggoori oneri per l'integrazione della società all'interno del suo network produttivo e commerciale.