Il colosso farmaceutico svizzero Novartis ha ceduto  al gruppo britannico GlaxoSmithKline la divisione vaccini (esclusi quelli influenzali) per 7,1 miliardi di dollari  e ne ha acquisito le attività oncologiche per 16 miliardi di dollari. Parallelamente, Novartis ha iniziato un processo di vendita separato per i vaccini influenzali.

La notizia ha un grosso impatto per l’Italia perché con l’accordo viene ceduto il centro vaccini di Novartis a Siena, una delle realtà industriali e di ricerca più importanti per il nostro Paese, forse la più importante in assoluto.

Inoltre Novartis ha ceduto al gruppo americano Eli Lilly il settore dei prodotti veterinari per 5,4 miliardi di dollari. Questo ramo della Novartis nel 2013 ha realizzato vendite per 1,1 miliardi di dollari. Questa operazione andrà a rafforzare e diversificare la divisione veterinaria di Eli Lilly, Elanco. Una volta completata l'acquisizione, Elanco diventerà la seconda maggiore società del settore in termini di giro d'affari, e consoliderà la sua posizione negli Stati Uniti e migliorerà quella in Europa e nel resto del modo, si legge in una nota del gruppo statunitense.

I due gruppi, poi, siglano insieme una joint-venture nel settore dei prodotti di largo consumo, dagli antidolorifici ai dentifrici, con un giro d'affari da 10,9 miliardi, di cui il gruppo inglese avrà il 63,5% e Nopvartis il restante 36,5%.

Attraverso l’accordo di oggi, Novartis entra in possesso di numerosi prodotti oncologici alcuni dei quali recentemente approvati per la terapia del melanoma metastatico. Si tratta dell’inibitore di B-RAF dabrafenib e dell’inibitore di MEK trametinib. Grazie all’accordo, la società di Basilea includerà nella propria pipeline anche pazopanib, un inibitore di VEGFR per la terapia del carcinoma a cellule renali, lapatinib per il tumore della mammella HER2 positivo, ofatumumab per la leucemia linfatica cronica e eltrombopag per la trombocitopenia. Lo scorso anno, le vendite dei prodotti oncologici acquisiti da Novartis hanno raggiunto 1,6 miliardi di dollari.

Con 25 nuove molecole che hanno come target pathway oncogenici e 24 trial pivotal disegnati per valutare 16 nuovi prodotti e indicazioni, Novartis è un’azienda con una delle più robuste pipeline in campo oncologico. L’acquisizione delle attività oncologiche di Glaxo rafforzerà ulteriormente la sua posizione in questo settore.

Ma la parte dell'accordo che riguarda più da vicino il nostro Paese è la cessione del Centro ricerche Novartis Vaccini di Siena, da sempre protagonista di alcune delle più importanti scoperte sui vaccini (da ultimo quello sul meningococco B) e rimasto forse l'unica grande realtà di ricerca farmaceutica industriale in Italia, nonché un luogo dove si sono formati decine di ricercatori di tutto il mondo e da dove sono nate iniziative no profit che hanno destato l'attenzione dell'Oms come di Bill Gates.

Novartis vaccini in Italia ha alle sue dipendenze, con un insolito e consolidato trend all'aumento (anche nel 2013), oltre 2.900 persone (800 delle quali nella ricerca). Negli ultimi sei anni Novartis ha investito sul nostro territorio più di 1 miliardo di euro, rendendo quest’area un assoluto centro di eccellenza a livello mondiale nel campo dei vaccini.

Da oltre un secolo, il centro di Siena è al cuore delle innovazioni più importanti in ambito vaccinologico. Negli anni '30, con i vaccini contro la difterite e la polio; negli anni '80, con i primi vaccini a Dna ricombinante, cui Siena ha contribuito con quello acellulare della pertosse; nel decennio successivo, con la glicosilazione (sono nati qui il vaccino contro il meningococco A, e l'H. influenzae) e, da ultimo, con la grande innovazione della Reverse Vaccinology, nata dalla collaborazione con Craig Venter, che ha portato alla messa a punto del vaccino anti meningococco B.

Cosa ne sarà di questa realtà così importante non solo per Siena e la Toscana ma per l’Italia intera? E’ la domanda che tutti si pongono e l’auspicio è ovviamente che Gsk intenda continuare a investire nel nostro Paese. Una chiusura o una “razionalizzazione” come si dice oggi sarebbe una batosta troppo grande. Auguriamoci non sia così.


Elisa Spelta