Novartis ha annunciato di aver firmato un accordo per acquisire la società americana CoStim Pharmaceuticals e ampliare il proprio programma di ricerca su nuove immunoterapie anticancro, inclusi gli inibitori di PD-1. I termini finanziari dell’accordo non sono stati resi noti.

Le recenti acquisizioni nella risposta immunitaria alle neoplasie hanno portato allo sviluppo di nuovi approcci promettenti per sfruttare le potenzialità del sistema immune dei pazienti colpiti da tumori. Il trattamento di diversi tipi di cancro si basa sempre di più su terapie combinate e l’immunoterapia rappresenta una nuova arma terapeutica da utilizzarsi insieme ad altri trattamenti.

Attualmente Novartis sta sviluppando un’immunoterapia nota per ora con la sigla CTL019, utilizzata contro la leucemia linfoblastica acuta (LLA) e la leucemia linfatica cronica (LLC).
Il trattamento, sviluppato in collaborazione con un team di ricercatori dell’Università della Pennsylvania, consiste in un vaccino costituito da linfociti T modificati geneticamente in modo da esprimere un recettore chimerico (CAR) capace di riconoscere l’antigene tumorale CD19, e quindi in grado di attaccare i linfociti B che esprimono sulla superficie tale antigene e che risultano aumentati in alcuni tipi di leucemie, tra cui anche la LLA e la LCC.

Lo scorso dicembre Novartis, in occasione del Congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH), ha riportato i risultati positivi ottenuti da studi condotti su CTL019 sia in pazienti pediatrici che adulti con leucemia linfoblastica acuta e leucemia linfatica cronica che non avevano risposto alla terapia standard.

Secondo Andrew Baum, analista di Citigroup, il mercato dell’immunoterapia potrebbe raggiungere i 35 miliardi di dollari.
Attualmente, anche altre società stanno sviluppando immunoterapie sperimentali come gli anti PD-1, come nivolumab di Bristol Myers Squibb e MK-3475 (lambrolizumab) di Merck and Co.

PD-L1 (programmed cell death 1 ligand 1) è un ligando di PD-1 (programmed cell death 1). PD-1 è un recettore che funge da checkpoint immunitario delle cellule T. Attraverso il legame tra PD-L1 e PD-1 una cellula tumorale può impedire l'attivazione delle cellule T e quindi bloccare un passaggio chiave della risposta immunitaria antitumorale.

PD-L2 o PD-1 rappresentano quindi dei potenziali target terapeutici per lo sviluppo di farmaci, che impedendo il legame tra le due molecole permettono l’attivazione delle cellule T che colpiscono le cellule tumorali.

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