Novartis ha deciso di esercitare l'opzione prevista dall'accordo con Nestè e, con un esborso di 28 miliardi di dollari, ha acquisito da quest'ultima il 52% di Alcon, società svizzera leader mondiale nel settore della cura dell'occhio, con prodotti farmaceutici, chirurgici e per automedicazione, e una pipeline altamente qualificata.

Nell'aprile del 2008, Novartis aveva rilevato da Nestlè il 25% della società Alcon a un prezzo di 143 dollari per azione, per un controvalore complessivo di 11 miliardi di dollari. L'accordo prevedeva anche per Novartis la possibilità di esercitare un'opzione, cioè un diritto, a partire dal gennaio del 2010 (e prima del luglio del 2011) di acquisire un altro 52% di Alcon a un prezzo prefissato di 181 dollari per azione.

Novartis ha anche offerto un concambio di 2,8 azioni proprie per ogni azione Alcon ancora sul mercato (circa il 23%) per un controvalore di 11,2 miliardi di dollari. 
Quest'ultima proposta ha però già scatenato le ire degli azionisti di minoranza, che hanno annunciato l'avvio di una class action contro Novartis e contro il management di Alcon al fine di tutelarli di fronte a un trattamento manifestamente diverso rispetto a quello riservato a Nestlè (le loro azioni verrebbero pagate 153 dollari l'una verso i 180 riconosciuti a Nestlè).

Alla fine, l'acquisizione di Alcon a Novartis verrà a costare una cifra introno a 50 miliardi dollari.
Lo scorso 30 settembre, Novartis aveva in cassa $14,2 miliardi e finanzierà l'acquisizione di Alcon  in parte con i propri fondi e in parte con il credito concesso dalle banche.
Nei mesi scorsi il valore in borsa di Alcon era sceso fino a 111 dollari per azione, ben lontani da 181 concordati. L'acquisizione di Novartis sembrava quindi in forse.  Poi il valore di Alcon è risalito fino a circa 160 dollari rendendo più conveniente il merger che ora è stato confermato e anzi Novartis ha deciso di acquisire il 100% della società.

Alcon conta 14.500 dipendenti e ha una presenza in 75 paesi. Si tratta della più grande società al mondo nel settore della cura dell'occhio e quella con i migliori margini di redditività. Nel 2008 ha generato un fatturato di 6,293 miliardi di dollari e un utile netto di 2,046 miliardi.

Sono numerose le possibili sinergie tra le due società, rese possibili dalla creazione di un ampio portafoglio prodotti per la cura degli occhi, in particolare con le attività di Ciba Vision nel settore delle lenti a contatto e con i farmaci di Novartis, come Lucentis, indicati per gravi malattie oculari.
Altre opportunità riguardano le attività di R&S e un'espansione ancora più vigorosa nelle regioni in forte crescita, come l'Asia, dove Novartis opera già da molto tempo.

In poco meno di due anni, Novartis e Nestlè si sono scambiate tre società, non facenti parte dei rispettivi core business. Lo scorso anno Novartis aveva ceduto a Nestlè la propria divisione nutrizione e la società Gerber per 8miliardi di dollari e adesso acquisisce Alcon.

Fondata nel 1945, Alcon si è storicamente concentrata su soluzioni per la cura dell'occhio, con standard sempre più avanzati. Fu acquisita da Nestlé nel 1978 e in 33 anni il suo valore è aumentato di 100 volte, un bell'affare per Nestlè.
Nel 2002 Nestlè l'aveva quotata alla Borsa di New York, mettendone sul mercato il 23%.
La sede legale di Alcon è in Svizzera, a Hünenberg, mentre le attività negli Usa fanno base a Fort Worth, in Texas.

Adesso il mercato si domanda cosa farà Nestlè dei fondi provenienti da Novartis, 28 miliardi di dollari sono una bella cifra. Qualche analista ritiene che Nestlè ne utilizzerà una parte per acquisire la società alimentare britannica Cadbury, oggetto di un'offerta ostile da parte di  Kraft.