Novartis sborsa $440 milioni per nuovo anti-epatite C

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Enanta Pharmaceuticals (azienda americana con sede a Watertown, nel Maryland) unirà le sue forze con quelle di Novartis per accelerare lo sviluppo di un farmaco sperimentale anti-epatite C, noto per ora con la sigla EDP-239. L’accordo potrebbe valere fino a un massimo 440 milioni di dollari. Ad annunciarlo è la stessa Enanta con un comunicato postato sul sito internet aziendale, dove si definisce “collaborazione strategica” il patto siglato con il gigante elvetico per portare sul mercato la molecola, che appartiene alla classe degli inibitori del complesso di replicazione dell’HCV NS5A.

Secondo i termini convenuti, Novartis pagherà anticipatamente 34 milioni di dollari a Enanta per accaparrarsi i diritti di commercializzazione del prodotto, ai quali potrebbero aggiungersi fino a 406 milioni di dollari al raggiungimento di determinati traguardi clinici, regolatori e commerciali.

Inoltre, Enanta potrà ricevere royalties a due cifre sulle vendite del farmaco, dovesse essere approvato, e mantenere il diritto di commercializzarlo con Novartis negli Stati Uniti. Quest’ultima sosterrà anche tutti i costi di sviluppo, produzione e commercializzazione di EDP-239 e in più finanzierà anche la ricerca di Enanta su altri agenti che colpiscono l’NS5A.

Jay Luly, Ceo di Enanta, ha detto che EDP-239 ha grandi potenzialità come farmaco potente all’interno di una terapia combinata anti-epatite C e che gli studi preclinici hanno dimostrato l’alta attività della molecola contro i diversi genotipi del virus, oltre che un eccellente profilo di sicurezza e un profilo farmacocinetico compatibile con una monosomministrazione giornaliera.

Il manager ha osservato che gli attuali trattamenti contro l'epatite C sono in grado di curare la malattia in circa il 70% dei pazienti, mentre Novartis e Enanta sperano di eguagliare o superare questo risultato, eliminando nel contempo la necessità dell'interferone, traguardo non ancora raggiunto dai nuovi farmaci anti-epatite C approvati di recente, boceprevir e telaprevir.

Luly ha poi detto di credere che EDP-239 sia un farmaco più sicuro, più facile da usare e più efficace rispetto a telaprevir, l’anti-epatite C di Vertex Pharmaceuticals, approvato lo scorso anno dalle agenzie del farmaco di Europa e Stati Uniti.

L’epatite C, oltre che un grosso problema sanitario, rappresenta anche una grossa opportunità di business per le aziende farmaceutiche. Opportunità che Novartis non vuole lasciarsi scappare. Nel solo quarto trimestre del 2011, per esempio, le vendite di telaprevir hanno fatto registrare un fatturato di 456,8 milioni dollari.



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