Novartis si espande nei radiofarmaci acquisendo Endocyte. Affare da $ 2,1 miliardi

Novartis si espande nel settore dei radiofarmaci grazie a un accordo di acquisizione con la biotech statunitense Endocyte per la cifra totale di 2,1 miliardi di dollari e ottiene il candidato 177Lu-PSMA-617 di Endocyte, un potenziale radioligando sperimentale di prima classe per il trattamento del carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione.

Novartis si espande nel settore dei radiofarmaci grazie a un accordo di acquisizione con la biotech statunitense Endocyte per la cifra totale di 2,1 miliardi di dollari e ottiene il candidato 177Lu-PSMA-617 di Endocyte, un potenziale radioligando sperimentale di prima classe (RLT, radioligand therapy) per il trattamento del carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC).

Il composto, che ha come bersaglio un antigene di membrana specifico della prostata (PSMA, prostate specific membrane antigen), ha mostrato dati promettenti in un trial di fase II ed è attualmente in valutazione nello studio clinico di fase III denominato VISIONE in pazienti con mCRPC.

Liz Barrett, CEO di Novartis oncology, ha affermato che l'accordo «si basa sulla nostra crescente capacità nei radiofarmaci, che stanno dimostrando di poter rappresentare un'opzione terapeutica sempre più importante per i pazienti, oltre che un fattore chiave di crescita per il nostro business. Siamo entusiasti dell'opportunità di entrare nell'arena della prostata con un prodotto a breve termine che ha il potenziale per avere un impatto significativo per i pazienti che hanno un grande bisogno di disporre di più opzioni terapeutiche» ha aggiunto.

Novartis è già presente nel settore dei radiofarmaci. Lo scorso anno, con un esborso di circa $ 3,9 miliardi in contanti, la multinazionale svizzera aveva portato a termine l'acquisto di Advanced Accelerator Applications, una società internazionale specializzata nel campo della medicina nucleare molecolare. In questo modo aveva ottenuto i diritti sul lutezio (177Lu) oxodotreotide, peptide analogo della somatostatina marcato con 177Lu, una terapia approvata per il trattamento dei tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici positivi ai recettori della somatostatina.

I radiofarmaci sono molecole che contengono al loro interno un radionuclide (un atomo radioattivo) e possono essere utilizzati sia a scopo diagnostico sia terapeutico. Sono costituiti da due componenti: il carrier, ossia una molecola con funzioni biologiche di trasporto, e il nuclide radioattivo in grado di emettere radiazioni corpuscolari che abbiano effetto letale solo per le cellule con cui vengono a contatto. Il primo consente di veicolare il radionuclide fino a raggiungere l’organo o l’apparato target, mentre il secondo si lega ai recettori della cellula bersaglio e la colpisce attraverso l’emissione di radiazioni. Il tutto a fronte di una esposizione radiologica contenuta.