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Novartis si rafforza in oncologia attraverso nuovi accordi di partnership

Novartis ha ampliato la propria pipeline di immuno-oncologia con l'acquisizione di Admune Therapeutics e attraverso accordi di licenza con due piccole società biotech, Xoma e Palobiofarma. Con quest’ultima , una società biotech spagnola, l’accordo appena siglato ha un valore di $15 milioni.

Attraverso questi accordi la pipeline della società svizzera si amplia con il programma di sviluppo di inibitori della interleuchina 15 (di Admune) di un farmaco sperimentale che agisce sul recettore dell’adenosina (Palobiofarma) e con un programma che ha come target il TGF-beta (Xoma) al proprio portafoglio di immuno-oncologia.

L’immunoncologia è una delle aree più calde nella ricerca medica e anche nei programmi di ricerca di molte big pharma e di innumerevoli piccole società biotech. "La prima ondata di terapie immuno-oncologia ha già dimostrato l'impatto che questo approccio può avere in trattamento di alcuni tipi di tumori," ha dichiarato Mark Fishman, presidente dei Novartis Institutes for Biomedical Research.

Il farmaco sperimentale di Palobiofarma, noto per ora con la sigla PBF-680, agisce inibendo il recettore A1 dell’adenosina, e potrebbe essere utilizzato nella terapia anti cancro, in combinazione con altri farmaci, tra cui gli anti-PD1 e anti-PD-L1, progettati per aiutare attivare il sistema immunitario a indurlo a combattere i tumori che cercano di eludere le difese naturali del corpo.

All’interno delle cellule tumorali, l’accumulo di adenosina legato all’ipossia, indebolisce l’immunosoppressione. L’utilizzo di farmaci antia denosina potrebbe migliorare l’immunoterapia antitumorale e ridurre le dimensioni della neoplasia scatenando linfociti T antitumorali e cellule natural killer.

L'accordo comprende anche pagamenti supplementari al raggiungimento degli obiettivi clinici e commerciali legati alle vendite del prodotto Palobiofarma, chiamato PBF-509, che presto andrà in fase 1 nel tumore del polmone non a piccole cellule. PBF-509 viene testato per vedere se può aiutare il sistema immunitario a meglio identificare e combattere i tumori utilizzando il blocco dei recettori A2a dell’adenosina.

Il recettore A2A dell’adenosina  impedisce alle cellule T di invadere i tumori e ” mette a dormire” quelle cellule Killer che riescono ad entrare nei tumori. Bloccarlo potrebbe avere quindi effetti postivi nella cura del cancro.

Con quattro candidati attualmente valutati in studi clinici e altri cinque agenti che dovrebbero entrare in clinica entro la fine del 2016, Novartis in pochi anni ha costruito un robusto portafoglio di programmi mirati a stimolare il sistema immunitario al fine di combattere i tumori. Questi farmaci includono gli inibitori del checkpoint immunitario, i linfociti T ingegnerizzati tramite l’utilizzo di vettori oncoretrovirali o lentivirali, con recettori chimerici per l’antigene (CAR), le cosiddette CART cells, e gli agonisti di Sting.

Attualmente i programmi che hanno come bersaglio le cellule mieoloidi (MCS-110) e gli inibitori dei checkpoint immunitariPD-1 (PDR001) e LAG-3 (LAG525), sono in fase 1.

Il programma CART (CTL019) è già in fase 2. Il programma anti-TIM-3 (MGB453) dovrebbe entrare in clinica entro la fine del 2015 e un agonista STING (MIW815), grazie alla collaborazione con Aduro Biotech, e agonisti di GITR verranno testati per la prima volta nell’uomo nel corso del 2016 .

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