Novo Nordisk prosegue la riorganizzazione della ricerca. 400 esuberi

Per accelerare l'espansione della sua pipeline nelle malattie croniche gravi, la danese Novo Nordisk ha annunciato di voler ristrutturare la propria attività di ricerca e sviluppo per formare quattro unità di ricerca trasformazionale, focalizzate sullo sviluppo di nuove terapie e tecnologie. L'operazione prevede un esubero di 400 lavoratori del settore R&D in Danimarca e in Cina, un pò meno dell'1% della forza lavoro totale.

Per accelerare l'espansione della sua pipeline nelle malattie croniche gravi, la danese Novo Nordisk ha annunciato di voler ristrutturare la propria attività di ricerca e sviluppo per formare quattro unità di ricerca trasformazionale, focalizzate sullo sviluppo di nuove terapie e tecnologie. L'operazione prevede un esubero di 400 lavoratori del settore R&D in Danimarca e in Cina, un pò meno dell'1% della forza lavoro totale.

«Per portare avanti la nostra ambizione di raggiungere livelli ancora più elevati di innovazione in una gamma più ampia e più diversificata di malattie croniche dobbiamo avere una base ottimale di competenze e dobbiamo destinare le risorse alle nostre aree prioritarie», ha dichiarato Mads Krogsgaard Thomsen, CSO di Novo. «Sfortunatamente, questo implica che un certo numero di stimati colleghi perderanno il proprio lavoro al fine di garantire le capacità di ricerca necessarie per sostenere le nostre ambizioni di crescita a lungo termine», ha aggiunto. «Questo non è un esercizio di riduzione dei costi, la nostra analisi mostra che abbiamo un surplus di lavoro manuale e mancano competenze nella sfera digitale, informatica, scienza dei dati, intelligenza artificiale e automazione».

Ridimensionamenti passati e futuri
Il calo di fatturato nelle aree del diabete e dell'emofilia ha portato negli ultimi due anni la compagnia farmaceutica danese, a ridurre i costi riorganizzando le operazioni commerciali e la ricerca. A livello globale Novo ha 42mila dipendenti distribuiti in 79 Paesi. Nel settembre 2016, Novo ha tagliato 1.000 posti di lavoro nella ricerca e sviluppo e nel novembre 2017 altri 185 nelle operazioni commerciali. Lo scorso giugno un quotidiano finanziario danese aveva riferito che Novo stava considerando fino a 3.000 licenziamenti anticipati, ma l’azienda non ha voluto commentare.

L’indiscrezione sembra essere legata alla strategia dell’azienda per far fronte all’aumento degli sconti della parte D del sistema statunitense Medicare, il programma di assicurazione sanitaria americano per le persone dai 65 anni in su. La parte D del programma concorre al pagamento delle spese dei farmaci, abbassa le spese dei medicinali prescritti e protegge dall’aumento del loro costo.

«È prematuro discutere di come potrebbero essere questi piani, perché il rimborso della Parte D è solo uno dei molti fattori di cui dobbiamo tenere conto nella pianificazione per il futuro» ha detto l’azienda a giugno in una email a BioPharma Dive. «Stiamo operando in un ambiente dinamico che ogni giorno porta nuove sfide e opportunità, il che significa che valutiamo e aggiustiamo continuamente i piani secondo necessità e ogni volta che prendiamo decisioni importanti, le comunicheremo al momento opportuno».

Investimenti in prodotti in sviluppo
Nei primi sei mesi dell’anno l’azienda ha registrato un fatturato netto di 54,3 miliardi di corone danesi (circa 8,83 miliardi di dollari), con un calo del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le aree in maggiore sofferenza sono state il diabete e l’emofilia, in particolare l'insulina detemir a lunga durata d'azione e il fattore VIIa della coagulazione.

Novo ha scelto di investire nella fase clinica anziché acquisire prodotti già pronti per il mercato. All'inizio del 2018 ha provato ad acquisire la biotech belga Ablynx e i suoi farmaci nanobody sperimentali, ma la societùà le è stata soffiata da Sanofi.

Nel settore del diabete ad agosto Novo ha stretto un accordo del valore  potenziale di 800 milioni di dollari con la britannica Ziylo, specializzata in molecole sintetiche leganti il glucosio. Mentre nell’area delle malattie del sangue ha acquisito per 400 milioni di dollari i diritti mondiali per una terapia sperimentale combinata della biotech EpiDestiny che ha potenzialità per il trattamento dell’anemia falciforme e della beta talassemia.