Le autorità regolatorie europee hanno approvato la proposta di acquisizione di Genzyme da parte di sanofi-aventis.  Dopo aver valutato i dati di mercato, la Commissione europea ritiene che, qualora l'acquisizione andasse in porto, come oramai sembra abbastanza probabile, non si preconfigurerebbero posizioni dominanti nei settori farmaceutici in cui operano le due società. In effetti le due aziende lavorano in ambiti ben separati: cardiologia, diabete, oncologia, per citare le aree più importanti di sanofi, e malattie rare  per Genzyme.

L'unica area terapeutica di possibile sovrapposizione è quella della sclerosi multipla, dove entrambe le aziende stanno sviluppando nuovi farmaci (alemtuzumab per Genzyme e teriflunomide per sanofi) e dove sanofi già commercializza copaxone (su licenza Teva). La Commissione europea ritiene però che in questo settore vi siano sufficienti alternative terapeutiche tali da garantire la necessaria competizione.

Secondo quanto riporta oggi il quotidiano francese Le Figaro,  Sanofi-aventis starebbe finalizzando l'accordo per l'acquisto di Genzyme. Il prezzo finale delle azioni sarebbe di 70-71 dollari , più una quota a parte basata sulla performance di alemtuzumab, il farmaco oncologico di Genzyme studiato anche per la sclerosi multipla. Se la performance di vendita di alemtuzumab in questa indicazione saranno positive, verrebbe rioconoscita a genzyma una somma ulteriore, attraverso un accordo di tipo finanziario noto come contingent value right. In questo caso, il valore finale della transazione sarebbe dell'ordine dei 76 dollari per azione, quindi abbastanza vicino agli 80 dollari inizialmente richiesti da Genzyme.