La biotech californiana Medivation ha annunciato di aver firmato un accordo con BioMarin per acquisire il farmaco PARP inibitore talazoparib per 410 milioni di dollari, più altri possibili pagamenti al raggiungimento di determinate milestone e royalty fino a 160 milioni di dollari.

In base all’accordo, Medivation sarà responsabile di tutte le attività di ricerca a livello mondiale, dello sviluppo e delle attività regolatorie e di commercializzazione del farmaco.

Talazoparib è un inibitore di PARP 1/2 altamente potente in grado di colpire selettivamente le cellule portatrici di mutazioni nei geni BRCA1, BRCA2 p PTEN. Il farmaco è in studio per la terapia di diversi tumori solidi tra cui il carcinoma mammario. Attualmente, diversi trial clinici stanno arruolando pazienti in questo setting.

Lo studio di fase III EMBRACA sta valutando talazoparib in pazienti con tumore della mammella metastatico o localmente avanzato con mutazioni del gene BRCA. In questo studio, i pazietni saranno randomizzati 2:1 a ricevere il farmaco alla dose da 1,0 mg al giorno per un periodo di 21 giorni consecutivi o la chemioterapia scelta dal clinico. L’obiettivo principale dello studio sarà la sopravvivenza senza progressione.
Entro la fine del 2015 il trial arruolerà in totale 430 pazienti. Dall’inizio dello studio nuovi dati si sono resi disponibili, suggerendo una minore PFS rispetto all’atteso con la chemioterapia. In base a questi risultati, i dati relativi a un numero inferiore a 430 pazienti potrebbero essere sufficienti per le analisi statistiche relative all’endpoint primario. Nonostante questi risultati, secondo BioMarine, l’arruolamento dei pazienti in EMBRACA verrà completato nella prima metà del 2016.

I dati iniziali di uno studio di fase I/II condotto in pazienti con carcinoma mammario erano stati presentati nel 2013. In questo studio, 14 pazienti con mutazione in BRCA erano stati trattati con 1 mg/die di talazoparib.

Il tasso di risposta oggettiva con il farmaco in base ai criteri RECIST era del 50%, inclusa una risposta completa. Inoltre, il 36% dei partecipanti aveva ottenuto la stabilizzazione della malattia, con tasso di beneficio clinico dell’86%. Quando sono state incluse nelle analisi anche le pazienti che avevano ricevuto una dose scalare del farmaco, il tasso di risposta oggettiva era del 44% con un tasso di beneficio clinico del 72%.
In questo studio, gli eventi avversi ematologici di grado superiore a 1 erano anemia, trombocitopenia e neutropenia. Altri eventi avversi includevano fatigue, nausea e alopecia osservata nel 26-29% delle pazienti.
Lo scorso luglio, Biomarine aveva annunciato i risultati dello studio di fase II ABRAZO che aveva valutato talazoparib in pazienti con carcinoma mammario metastatico o localmente avanzato e con mutazione in BRCA 1/2. Le pazienti era state suddivise in due coorti in base all’esposizione precedente alla chemioterapia.

In una analisi iniziale, il trattamento con talazoparib ha ridotto il tumore in almeno 5 pazienti per ciascuna coorte, in base ai criteri RECIST. In base a questi dati lo studio è stato ampliato da 70 a 140 partecipanti. I dati definitivi saranno disponibili entro la prima metà del 2016.
Un altro studio di fase II sta valutando il faramco in pazienti con differenti mutazioni. Il trial arruolerà 180 pazienti e l’endpoint principale sarà il tasso di beneficio clinico.

Il farmaco è in studio anche in combinazione con carboplatino e paclitaxel per la terapia di tuori solidi non resecabili e in combinazione con irinotecano con o senza tempozolomide nei bambini con tumori solidi refrattari o ricorrenti.