Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, Pfizer avrebbe deciso di non fare nessuna offerta per la biotech Onyx Pharmaceuticals lasciando così Amgen in pole position nella corsa per aggiudicarsene la proprietà.

Pochi giorni fa, Onyx aveva rifiutato l’offerta di Amgen intenzionata a sborsare $120 per azione pari a una valutazione complessiva di 10 miliardi di dollari. La speranza di Onyx è che si inneschi una competizione tra diverse Big Pharma, facendo ovviamente lievitare il costo dell’affare.

Pfizer però si è già ritirata dalla gara ritendo troppo costosa l’acquisizione. Oltre ad Amgen, rimarrebbero in lizza, come potenziali candidati, Takeda, Celgene, Gilead e Bayer. Vediamo, in breve, le motivazioni di ciascuna di queste aziende.

Attualmente Amgen sta sviluppando un solo farmaco nel campo dei tumori ematologici. Si tratta di blinatumomab, che è in fase II per la terapia della leucemia linfatica acuta. Con l’acquisizione di Onyx, Amgen potrebbe acquisire un ruolo chiave nel mercato delle terapie dei tumori ematologici ed espandersi nel campo dei tumori solidi. Inoltre, Amgen sta registrando una crescita più lenta rispetto ad altre società biotec come Biogen Idec, Celgene, e Gilead Sciences. L’acquisizione di Onyx potrebbe cambiare la situazione e aumentare la crescita dell’azienda.

Bayer  è già partner di Onyx. Le due aziende stanno commercializzando in modo congiunto sorafenib, farmaco per la terapia del carcinoma epatico e renale, e regorafenib, indicato per il tumore al colon, farmaco sviluppato da Bayer ma sul quale Onyx è riuscita a spuntare la concessione di royalties sule vendite. Questo fa si che Bayer sia in vantaggio rispetto agli altri candidati per l’acquisizione di Onyx. Inoltre, Bayer potrebbe offrire un prezzo più elevato per acquisire Onyx e mantenere al minimo l'effetto diluitivo sui profitti.

Celgene è l’azienda che più delle altre è impegnata nelle stesse aree terapeutiche di Onyx. Celgene ha infatti una forte presenza nel campo dei tumori ematologici con farmaci come talidomide, lenalidomide e pomalidomide. L’azienda ha inoltre dimostrato interesse nell’acquisizione di nuovi farmaci per la terapia dei tumori ematologici con differenti meccanismi d’azione come l’inibitore di BTK di  Avila Therapeutics e la collaborazione con Morphosys per avere accesso all’anticorpo monoclonale anti-CD38. Quello che manca a Celgene sono gli inibitori del proteasoma, classe di farmaci della quale fa parte carfilzomib, appunto medicinale di Onyx. L’acquisizione di quest’ultima posizionerebbe Celgene al primo posto nel campo dei tumori ematologici.

Al contrario di Celgene, Takeda potrebbe essere interessata ad acquisire Onyx per “proteggere” il suo farmaco più importante nel campo dei tumori del sangue, bortezomib. Il medicinale è, infatti, l’inibitore del proteasoma più venduto per la terapia del mieloma multiplo. Il competitor principale di bortezomib è appunto carfilzomib di Onyx. L’acquisizione dell’azienda permetterebbe, quindi, a Takeda di essere al primo posto nel campo degli inibitori del proteasoma. Se Takeda non sarà interessata all’acquisizione di Onyx, probabilmente bortezomib verrà commercializzato in modo congiunto da Takeda e Johnson & Johnson.

Gilead, azienda oggi fortemente impegnata nel campo degli antivirali, sembra essere interessata anche ballo sviluppo di un business incentrato nel campo dei tumori ematologici. Infatti, all’ultimo congresso ASCO, l’azienda ha presentato nuovi dati relativi all’inibitore di PI3K idelalisib. L’acquisizione di Onyx permetterà all’azienda di espandersi in quest’area così come anche l’area oncologica in generale con farmaci come sorafenib e regorafenib.

Anche se queste cinque aziende rimangono le potenziali candidate all’acquisizione di Onyx, la società potrebbe anche decidere che l'opzione migliore è quella di rimanere indipendente. Un'altra possibilità, è che l’azienda decida di rimanere indipendente e acquisire un'altra società. Queste speculazioni non fanno che aumentare l’attrattiva per l’azienda e aumentare l’offerta per l’acquisizione. Le azioni sono già salite a $130. Gli azionisti festeggiano.