Palermo, al via Centro ricerca biomedica, costerÓ 210 mln

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Sarà un centro all'avanguardia per lo sviluppo di nuove terapie, dispositivi biomedicali e test diagnostici. Sono infatti questi gli obiettivi del nuovo Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica (Cbrb) della Fondazione Rimed, nata nel 2006 da una partnership fra Governo Italiano, Regione Siciliana, Cnr, Università di Pittsburgh e University of Pittsburgh Medical Center (Upmc).

Il progetto è stato presentato stamani a Palermo, dai dirigenti del Rimed e dal ministro della Salute, Renato Balduzzi. Il Centro sorgerà in provincia di Palermo, a Carini, e si estenderà per 31.000 metri quadri e sarà realizzato su un terreno di 16 ettari che la Regione siciliana ha donato alla fondazione.

La posa della prima pietra del Cbrb è prevista entro il prossimo anno (2013), la fine dei lavori per il 2016. Il costo complessivo per la costruzione dell'opera è di 210 milioni di euro provenienti da un finanziamento messo a disposizione dal governo nazionale. Si prevede che, in un secondo momento, all'interno della stessa area, possa nascere un nuovo ospedale da trecento posti letto che sarà collegato al Cbrb dando vita ad un campus biomedico di rilevanza internazionale.

Il progetto è firmato da un raggruppamento temporaneo d'imprese - formato da aziende internazionali, italiane e siciliane - vincitore del concorso bandito lo scorso anno dalla fondazione Rimed per la progettazione del centro. Il gruppo è guidato dalla società di architettura Hok ed è stato concepito all'insegna di un forte risparmio energetico e di un impatto ambientale minimo, proprio in virtù delle tecnologie all'avanguardia e dei materiali che verranno utilizzati per la sua realizzazione.

Gli impatti ambientali sono minimizzati dalle dimensioni contenute del campus e dal paesaggio naturale che caratterizza la maggior parte del sito. Inoltre, il disegno architettonico prevede la possibilità di mettere in relazione le diverse parti dell'edificio, facilitando la comunicazione fra i ricercatori. La distribuzione dell'area prevede la creazione di un piccolo villaggio, con una serie di edifici collocati lungo una strada pedonale. L'idea alla base del progetto è, infatti, quella di creare un'unica comunità scientifica. In quest'ottica si prevedono 12 aree laboratorio (quartieri di laboratorio), tutte di uguale dimensione, con infrastrutture flessibili, adattabili ad ogni esigenza.

Sono otto le principali aree di ricerca che verranno sviluppate all'interno del centro: biologia strutturale, biologia computazionale, ricerca di nuovi farmaci, sviluppo di vaccini, sviluppo di dispositivi biomedici, medicina rigenerativa e ingegneria dei tessuti, Imaging molecolare e neuroscienze. (Ansa).
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