In caso non ve ne foste accorti, la febbre suina non è solo un'emergenza sanitaria pubblica ma per molte aziende costituisce anche un'opportunità di business.
Diversi paesi stanno valutando se incrementare le scorte degli antivirali Tamiflu (oseltamivir, Roche) e Relenza (zanamivir GlaxoSmithKline). Roche ha comunicato di essere in grado di aumentare rapidamente la produzione di Tamiflu mentre  GSK avrebbe già iniziato la produzione che entro 12-14 settimane potrebbe arrivare a 5 milioni di trattamenti ogni mese.

In Italia, presso il Ministero sono stoccate quaranta milioni di dosi di farmaci antivirali. Più precisamente sono disponibili circa dieci milioni di dosi di farmaco Zanamivir (Relenza) e 60mila dosi di farmaco Oseltamivir (Tamiflu) pronte per l'assunzione. Sono inoltre disponibili circa 30 milioni di dosi di Tamiflu sotto forma di polvere, per l'incapsulamento della quale è stato dato mandato all'Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze che provvederà all'incapsulamento di 70mila dosi giornaliere. Tale polvere, comunque, può essere assunta, in estrema emergenza, in soluzione liquida.

Altre aziende, potrebbero invece sviluppare un vaccino anti  H1N1. GSK, Novartis e Baxter hanno fatto sapere di aver già iniziato a collaborare con l'OMS. Lo scorso lunedì un esemplare del virus dell'influenza suina è stato inviato dal centro di controllo sulle malattie di Atlanta ai laboratori di Siena di Novartis Vaccini, guidati dal biologo Gino Rappuoli, un esperto di fama mondiale.
In trenta giorni il vaccino di laboratorio potrebbe essere già pronto, anche se per la produzione industriale occorrono diversi mesi.

Pochi giorni fa, sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America sono stati pubblicati nuovi dati relativi ad Aflunov, un vaccino ancora in sviluppo contro l'influenza aviaria, che indicano che il farmaco potrebbe essere attivo anche contro altri ceppi del virus H5N1. Il nuovo vaccino contiene un adiuvante, noto con la sigla  MF59, che si è dimostrato particolarmente sicuro ed efficace. Il vaccino consente di ottenere una risposta immunitaria anche quando la dose di richiamo è somministrata fino a 6 anni dopo la vaccinazione.
Questa capacità di proteggere da genotipi virali diversi potrebbe attenuare gli effetti dell'influenza pandemica e permettere di controllare meglio la conseguente emergenza sanitaria.

Altre aziende sono oggetto di speculazioni di borsa, in quanto considerate particolarmente interessanti grazie alle tecnologie che hanno sviluppato. E' questo il caso di  Novavax e BioCryst, le cui azioni in borsa sono salite, rispettivamente dell'80% e del 75%.
Altre società stanno cercando di cavalcate la tigre e sfruttare il momento favorevole. Ad esempio la società Capsuline, che produce capsule in gelatina per uso farmaceutico realizzate con proteina di origine bovina e non suina. La richiesta del prodotto negli ultimi giorni è aumentata del 300%.