Parkinson, Lundbeck ottiene i diritti su foliglurax, un affare potenziale da oltre un miliardo di dollari

La danese Lundbeck ha annunciato la firma di un accordo definitivo per l'acquisizione della compagnia biotech Prexton Therapeutics. Lundbeck pagherà in anticipo 100 milioni di euro e si è impegnata a pagarne in seguito fino ad altri 805, a raggiungimento di traguardi di sviluppo, regolatori e di vendita (oltre la metà sono legati alle future vendite) al gruppo degli attuali proprietari (il fondo di investimento Forbion).

La danese Lundbeck ha annunciato la firma di un accordo definitivo per l’acquisizione della compagnia biotech Prexton Therapeutics. Lundbeck pagherà in anticipo 100 milioni di euro e si è impegnata a pagarne in seguito fino ad altri 805, a raggiungimento di traguardi di sviluppo, regolatori e di vendita (oltre la metà sono legati alle future vendite) al gruppo degli attuali proprietari (il fondo di investimento Forbion).

«Con l'acquisizione di Prexton, Lundbeck otterrà i diritti globali su foliglurax, un entusiasmante composto capostipite di una nuova classe di farmaci », ha dichiarato Anders Götzsche, CEO ad interim di Lundbeck. «Foliglurax risponde a bisogni insoddisfatti con la sua potenziale indicazione nel Parkinson e rappresenta un’opzione di trattamento molto interessante per pazienti, medici e pagatori, e peraltro si inserisce perfettamente nelle aree chiave di Lundbeck».

Il farmaco è un modulatore allosterico positivo del recettore del glutammato metabotropico 4 (mGluR4), in fase di sviluppo per il trattamento della malattia Parkinson. A partire dal luglio 2017, è entrato in uno studio clinico di Fase II per valutare la riduzione del tempo OFF e della discinesia, inclusa la discinesia indotta da levodopa. I primi dati del programma clinico in corso dovrebbero essere disponibili nella prima metà del 2019.

Il CEO di Prexton François Conquet ha dedicato tutta la sua carriera al ruolo dei recettori del glutammato nelle malattie del sistema nervoso centrale. Ha fondato Addex nel 2002 e l’ha gestita per tre anni, lasciandola con un programma mGluR5 - dipraglurant – che ora si trova in uno studio di fase avanzata per il Parkinson.
In Prexton si è concentrato su mGluR4 come approccio alternativo all'uso della dopamina per controllare i sintomi motori del Parkinson.

Prexton era parte del portafoglio di Forbion, un importante fondo europeo di venture capital. «Forbion a febbraio 2017 ha co-diretto un finanziamento di serie B di Prexton, che ha raccolto 29 milioni di euro per promuovere lo sviluppo di foliglurax. Questa rapida uscita sottolinea la capacità di Forbion di identificare le aziende biotech europee più promettenti, comprese quelle che si concentrano sullo sviluppo di farmaci con indicazioni impegnative come la malattia di Parkinson», ha commentato Marco Boorsma, general partner in Forbion. «Il team Prexton ha sviluppato con successo il foliglurax fino alla fase intermedia. Lundbeck ora ha l'opportunità di applicare le sue conoscenze specialistiche e le sue competenze nel settore del CNS».

Una sperimentazione di Fase II in corso
Uno studio di Fase I in volontari sani con dose orale singola o multipla ascendente di foliglurax è stato completato con successo nel 2016. I risultati hanno mostrato che il farmaco sembra ben tollerato, con un profilo farmacocinetico soddisfacente.

A luglio 2017, la Prexton ha avviato una sperimentazione clinica di Fase II che arruolerà circa 165 pazienti affetti da Parkinson in sei paesi europei (Regno Unito, Germania, Francia, Austria, Spagna e Italia). Lo studio in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo e parallelo, valuterà l'efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di foliglurax nel ridurre le complicanze motorie della terapia con levodopa in pazienti con effetto di deterioramento da fine dose (wearing-off) e discinesia indotta da levodopa.

Due gruppi riceveranno dosi orali (10 mg e 30 mg) di foliglurax per 28 giorni, in aggiunta al farmaco standard, inclusa la levodopa. Un terzo gruppo riceverà il placebo. L’outcome primario sarà la variazione del tempo OFF giornaliero (quando il trattamento non è efficace) in base a quanto riportato sui diari-paziente tra l'inizio e la fine del trattamento. Lo studio dovrebbe essere completato nel 2019.