Quasi contemporaneamente, la Commissione  Europea e la Federal Trade Commission (FTC) americana hanno rilasciato dei comunicati per rendere nota la loro intenzione di indagare in maniera approfondita sugli accordi aziendali che possono inficiare la concorrenza nel mercato dei generici.

Tra il luglio del 2008 e il dicembre 2009 sembrerebbe siano stati siglati  una serie di accordi tra produttori di generici e alcune aziende farmaceutiche in possesso del brevetto relativo al farmaco "brand" finalizzati a ritardare l'ingresso sul mercato del corrispondente generico. Ovviamente dietro compenso economico tanto è vero che in gergo sono noti come accordi "pay for delay".

Nei soli Usa questi accordi nel 2009 sono stati 19 e, mediamente, avrebbero ritardato l'arrivo del generico di circa 17 mesi. Si tratta di un fenomeno in crescita, in quanto nel 2008 tali accordi furono 16 e nel 2004 non ve ne fu nessuno. Secondo la FTC, tali accordi avrebbero portato maggiori costi per 3,5 miliardi di dollari l'anno

La Commissione Europea non ha reso noti i nomi delle aziende coinvolte in queste indagini, ma alcune società, tra cui Pfizer, sanofi-aventis, AstraZeneca GlaxoSmithKline, Teva, Roche e  Boehringer Ingelheim hanno fatto sapere di essere oggetto di queste indagini.

Neelie Kroes, EU Competition Commissioner, ha affermato che si sta lavorando nel per sapere da chi e sotto quali precise condizioni sono stati firmati questi accordi che potrebbero sfavorire i consumatori europei, privati della possibilità di scegliere il farmaco più conveniente grazie a un mercato più concorrenziale.

Comunicato della Commissione Europea

Comunicato FTC