Dopo le recenti delusioni subite nello sviluppo della propria pipeline, il mercato scommette che Lilly possa cercare rifugio in un'acquisizione. Tra le possibili prede vi potrebbe essere Amylin Pharmaceuticals, la società con cui Lilly ha sviluppato l'antidiabetico exenatide. In questo modo Lilly avrebbe il totale controlo di Byetta (exenatiode bid) e di Bydureon (exenatide once a week).

La registrazione di quest'ultimo è appena stata bloccata dall'Fda, anche se si ritiene che una volta prodotta la documentazione richiesta, entro un paio di anni il farmaco possa essere approvato. Lo stop dell'Fda ha causato un crollo del 40% delle azioni di Amylin, il che ai prezzi correnti rende l'eventuale acquisizione un vero affare. Sempre che l'Fda prima o poi approvi la formulazione settimanale.

L'altro farmaco che ha causato disappunto è l'anticorpo monoclonale teplizumab, il cui sviluppo è stato interrotto per mancanza di efficacia. Inoltre, pochi mesi fa era stato interrotto lo sviluppo di semagacestat, un nuovo anti Alzheimer, già in fase III, in quanto non solo il farmaco non è risultato efficace ma aveva dato risultati peggiori del placebo.

Tra le altre aziende oggetto di possibili acquisizioni, vi sarebbe anche United Therapeutics, una piccola società specializzata in farmaci per l'ipertensione polmonare, della quale Lilly già detiene l'11% delle azioni. Lilly ha però un accordo con United, con la quale ha sviluppato la versione di tadalafil indicata per l'ipertensione polmonare (Adcirca), che fino al 2014 le impedisce ogni takeover .

Secondo gli analisti di Lazard Capital Markets, Lilly potrebbe anche cercare di acquisire le americane Cephalon e Endo Pharmaceuticals, in modo da ampliare il proprio business nell'analgesia.

Quello che il mercato mette in discussione è proprio il piano di John Lechleiter, l'amministratore delegato di Lilly, che invece non prevede acquisizioni ma accordi limitati allo sviluppo di nuovi farmaci insieme all'espansione nei mercati emergenti.  Lechleiter ha recentemente confermato che l'azienda non sta pianificando ulteriori riduzioni del personale, oltre ai 5.500 tagli previsti, di cui 2700 già effettuati.

Il problema è lo stesso di molte altre società del settore. Entro il 2013, scadranno i brevetti dei farmaci che generano circa le metà del fatturato aziendale. O questi fatturati vengono sostituti da nuovi farmaci, sviluppati internamente o acquisiti dall'esterno, oppure per la multinazionale di Indianapolis ci saranno dei problemi.