Secondo un'indiscrezione riportata dal quotidiano tedesco Handelsblatt, la corsa per la conquista di  Ratiopharm sembra si sia ristretta a due pretendenti: l'israeliana Teva e Pfizer. La società finanziaria svedese EQT EQT Partners AB è ancora in gara ma sembra abbia meno chance mancando di ogni possibile sinergia industriale e avendo anche meno forza finanziaria rispetto alle altre due aziende.

Entro l'inizio di febbraio, le tre società dovranno presentare le offerte definitive per l'acquisto di Ratiopharm, società specializzata nella produzione di farmaci generici e biosimilari. Secondo il quotidiano tedesco, le offerte dovrebbero essere nel range di 2,8-3 miliardi di euro.
Secondo quanto era trapelato negli scorsi mesi, in precedenza avevano espresso interesse per Ratiopharm anche le aziende americane Mylan e Watson e la cinese Sinopharm.

Ratiopharm è una società industrialmente sana e in crescita. Con un fatturato che nel 2008 ha superato i 2,5 miliardi di euro, a livello mondiale occupa la quinta posizione tra i produttori di farmaci generici, dopo Teva, Sandoz, Mylan e Watson e davanti a Stada.
I suoi problemi nascono dall'indebitamento della famiglia Merckle, che controlla un grosso gruppo industriale e finanziario che comprende diverse aziende, tra cui anche la stessa Ratiopharm.  Il gruppo Merckle ha deciso, anzi è stato obbligato dalle banche, a vendere Ratiopharm.

Ratiopharm è un'azienda molto interessante sia per Pfizer che per Teva.
Pfizer, la prima azienda farmaceutica a livello mondiale, a breve dovrà fronteggiare la scadenza del brevetto di Lipitor, il farmaco più venduto al mondo.  L'azienda sta profondamente modificando il suo modello di business, in precedenza basato sui "blockbuster" sulla vendita cioè di pochi farmaci a elevato fatturato.
Oltre all'espansione nei mercati emergenti, alla riorganizzazione della ricerca e all'acquisizione di Wyeth, Pfizer intende avere anche una maggiore presenza nel settore dei generici e in futuro in quello dei biosimilari.
Teva, la prima azienda al mondo nei generici, si è invece diversificata nei farmaci branded e già oggi deriva il 30% del proprio fatturato dai farmaci frutto della propria  ricerca, principalmente copaxone. In borsa ha una capitalizzazione di 50 miliardi di dollari e ha piani di crescita molto ambiziosi.