Pfizer ha reso noto che nei prossimi 18-24 mesi l'azienda intende chiudere il centro ricerche britannico di Sandwich, situato nel Kent (Regno Unito). E' qui che sono stati scoperti farmaci importanti come Viagra, Cardura, Norvasc e Diflucan. Questa decisione potrebbe comportare la perdita di 2400 posti di lavoro, tanti sono i dipendenti di Sandwich, anche se l'azienda fa sapere che spera di poter trasferire in altri siti aziendali diverse centinaia di ricercatori.

Anche il centro di Groton, nel Connecticut (Usa), verrà ridimensionato e dagli attuali 4.500 dipendenti nel giro di un paio di anni si passerà a circa 3.400. A Groton non si farà più ricerca di base ma verranno condotti solo studi tossicologici e altre attività di controllo. L'azienda intende ricollocare in un nuovo centro situato e Cambridge, nel  Massachusetts, i ricercatori attualmente impegnati nel settore cardiovascolare e nelle neuroscienze.

Queste decisioni rientrano nella ristrutturazione già decisa da tempo di tutta l'attività di ricerca della multinazionale americana e in particolare lo stop alle attività di R&D  in alcune aree terapeutiche, quali quella dell'allergia, dei farmaci respiratori, urologia e medicina interna. L'azienda invece intende mantenere o anche aumentare gli investimenti nelle neuroscienze, oncologia, infiammazione, immunologia e nei vaccini.

Globalmente, però, il budget assegnato alla ricerca verrà significativamente ridotto e, dai 10,5 miliardi di dollari spesi nel 2008 e ai 9,4 del 2010, nel 2011 si passerà a 6,5-7 miliardi. Sul tema della riduzione dei costi, in questi anni Pfizer ha fatto enormi sforzi, purtroppo spesso a scapito dell'occupazione. A partire dal 2003, anno dell'acquisizione di Pharmacia, Pfizer ha già ridotto la propria forza lavoro di circa 40mila unità. Attualmente, i dipendenti della società sono circa 110.600.

Come tutte le altre grandi società farmaceutiche Pfizer è sotto una fortissima pressione per rimpiazzare con farmaci nuovi e innovativi i prodotti che nei prossimi anni perderanno il brevetto. In questo senso la situazione di Pfizer non è facile. Nel novembre del 2011, in Usa scadrà il brevetto di Lipitor, un farmaco ancora molto importante per Pfizer, in quanto con 10,7 miliardi di dollari (dato di chiusura del 2010) rappresenta ancora il 15% del fatturato globale dell'azienda. Il Credit Suisse stima che nel 2015 il fatturato dell'anti colesterolo scenderà a soli 2,8 miliardi. Nel quarto trimestre del 2010 le vendite mondiali di questi farmaco sono già scese del 17% rispetto allo scorso anno, assestandosi a 2,63 miliardi.

Oltre alle pressioni di tipo finanziario, sta anche profondamente cambiando il modo con cui le aziende farmaceutiche approcciano la ricerca e sviluppo e questo contribuisce a spiegare la riorganizzazione dell'R&D. Anziché spendere, purtroppo senza grandi risultati, somme enormi nei propri laboratori, sempre di più le aziende preferiscono allearsi con piccole biotech che hanno prodotti promettenti nelle fasi iniziali di sviluppo.  A fronte di modesti pagamenti immediati, si assicurano così i diritti su questi potenziali farmaci e solo nel caso che essi vengano immessi in commercio scatteranno i pagamenti più sostanziosi.

Inoltre, molte attività di ricerca vengono esternalizzate alle CRO, quali Charles River Laboratories, Quintiles e Parexel, solo per citarne alcune.

Pfizer intende anche responsabilizzare maggiormente i propri ricercatori su come vengono spesi i fondi assegnati alla ricerca. In passato, troppo spesso, si è "scommesso" su farmaci con una scienza di base non solida. Lo ha puntualizzato Jan Read, da pochi mesi nuovo ad dell'azienda, che ha fatto anche l'esempio dell'insulina spray Exubera, il cui sviluppo è costato somme immense e rivelatasi poi un clamoroso flop commerciale. Read ha anche fatto sapere che entro la fine dell'anno, l'azienda completerà una revisione completa del proprio business per decidere in quali aree concentrarsi. Gli esami, insomma, in Pfizer non finiscono mai.