La multinazionale americana ha comunicato che chiuderà otto impianti produttivi e effettuerà una ristrutturazione in altri sei stabilimenti, con una perdita totale di posti di lavoro di 6mila unità.
Le chiusure, che saranno completate nel 2015,  riguarderanno una serie di impianti basati in Irlanda, a Puerto Rico e in Usa, mentre le ristrutturazioni avranno luogo in Germania, Irlanda, UK, Puerto Rico e Usa.
Non rientrano nei piani di ristrutturazione della multinazionale americana gli impianti italiani di Ascoli, Aprilia e Catania che rimangono parte dei network dei farmaci "solid-dose" e "Consumer Health Care".

Questo piano riorganizzativo fa parte delle attività già previste a seguito del merger tra Wyeth e Pfizer.

Attualmente il Pfizer Global Manufacturing, cioè la divisione di Pfizer che si occupa della produzione opera su 78 impianti produttivi che occupano complessivamente 33mila persone. Il taglio riguarderebbe quindi un po' meno del 15% della forza lavoro impegnata in queste attività.